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Raggi UV, quali sono pericolosi?

Raggi UV, quali sono pericolosi?

I raggi UVA e UVB sono radiazioni dannose per la cute e gli occhi. Ecco qualche regola per ridurre al minimo i rischi dei raggi UV.
In questo articolo:

Il sole è la sorgente naturale che maggiormente determina il livello di esposizione ai raggi UV e, a seconda della loro capacità di penetrazione sulla pelle, viene stabilita la “pericolosità” per l’uomo.

Cosa sono i raggi UV?

Il sole emette una grande quantità di radiazioni e solamente il 10% raggiunge la superfice terrestre poiché la maggior parte viene assorbita dall'atmosfera, che agisce da filtro. Le radiazioni solari che riescono a raggiungere il suolo si distinguono in:

  • quelle visibili a occhio nudo;
  • quelle infrarosse (raggi IR), invisibili e responsabili del senso di calore;
  • quelle ultraviolette (raggi UV) capaci di generare la pigmentazione della cute.

I raggi UV rappresentano dunque, la luce ultravioletta immediatamente inferiore alla luce visibile dall'occhio umano e immediatamente superiore a quella dei raggi X, suddivisi in tre bande contigue di differenti lunghezze d’onda, conosciute come:

  • raggi UVA – con alto potere penetrante che accelera il processo di invecchiamento cutaneo;
  • raggi UVB – che agiscono sulla superfice della pelle e sono responsabili dell’abbronzatura;
  • raggi UVC - caratterizzati da un’energia molto elevata ma completamente assorbita dall’atmosfera.

Differenza tra raggi UVA e UVB

Le radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie terrestre sono per il 95% raggi UVA e per il 5% UVB, e la loro principale differenza sta nella diversa capacità di penetrazione della cute.

Mentre i raggi UVB penetrano a 280-315 nanometri e colpiscono lo strato superiore dell’epidermide creando rossori e scottature, i raggi UVA penetrano invece fino a 315-400 nanometri e vanno a colpire gli strati più profondi della pelle.

Inoltre, i raggi UVA agiscono durante tutto l’anno e soprattutto nei mesi estivi, invece i raggi UVB si concentrano da aprile ad ottobre e sono massimi durante le ore centrali della giornata. Infine, le radiazioni UVB sono presenti a tutte le altitudini ma vengono bloccate da nuvole e vetro delle finestre a differenza invece dei raggi UVA che passano facilmente. 

Raggi UV dannosi per pelle e occhi

Il sole, in generale, è un alleato per la salute dell’organismo perché favorisce alcuni processi fisiologici come la produzione della vitamina D, tuttavia, soprattutto nei mesi estivi o in città, l’eccessiva esposizione ai raggi UV può causare diversi rischi.

Infatti, i raggi UV possono provocare danni degenerativi agli occhi, alla pelle, al connettivo e ai vasi sanguigni e, nei casi più gravi, tumori cutanei.

In particolare:

  • i raggi UVB, sin da subito, possono causare eritema solare con prurito e bruciore, ma anche profonde scottature;
  • i raggi UVA, tra gli effetti a lungo termine, producono invecchiamento precoce della pelle, con la comparsa di macchie e rughe;
  • l’esposizione prolungata degli occhi ai raggi UV può favorire la comparsa di cheratite acuta, maculopatia fototraumatica e, a lungo andare, perfino cataratta;
  • reazioni fototossiche, come dermatiti solari, che sono una possibile causa di sviluppo di tumori cutanei, come carcinoma e melanoma.

Inoltre, l’esposizione alle radiazioni UV ambientali può ridurre l’immunità cellulo-mediata, aumentare il rischio di alcune malattie infettive (Herpes virus) e ridurre l’efficacia delle vaccinazioni.

Come proteggersi dai raggi UV

Per limitare i danni provocati dall’esposizione ai raggi ultravioletti è importante proteggersi accuratamente durante tutto l’anno, ma in particolar modo durante la stagione estiva con occhiali da sole, cappello con visiera e creme con fattore di protezione solare adeguato al proprio fototipo.

A queste tre regole fondamentali vanno poi aggiunte altre raccomandazioni:

  • evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata;
  • indossare abiti leggeri che coprano anche braccia e gambe;
  • accertarsi che i farmaci assunti non siano fotosensibilizzanti;
  • evitare l’esposizione ai raggi UV una volta che è avvenuta una precedente reazione al sole.
Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2023
4 minuti di lettura

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