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Il telefono cellulare fa male al cervello?

Il telefono cellulare fa male al cervello?

La scienza si interroga sui danni che i telefoni cellulari possono causare al cervello e si divide tra colpevolisti e innocentisti.

Il nostro cervello viene continuamente bombardato da onde elettromagnetiche provenienti da dispositivi senza fili. Dal telefono cellulare al cordless, fino all’I-Phone che la Apple si appresta a lanciare sul mercato e che è già oggetto di allarme da parte di Greenpeace per il suo contenuto di sostanze tossiche: la scienza continua a osservare, sotto la lente di ingrandimento, i più comuni strumenti senza fili per verificare se il loro utilizzo possa causare danni al cervello. Fino a qualche tempo fa i risultati delle ricerche erano confortanti: l’uso del cellulare non sembrava collegato ad un aumento del rischio di Tumore al cervello. A smuovere le acque è stato, nei giorni scorsi, uno studio svedese condotto da due ricercatori dell’Università di Orebro e Umea che hanno riesaminato undici ricerche condotte negli anni scorsi per verificare se l’uso decennale di cellulari e cordless potesse aumentare il rischio di tumore al cervello.


Il risultato è stato davvero impressionante e ha suscitato un vortice di opinioni e critiche da tutto il mondo scientifico e non solo. Secondo la ricerca, infatti, utilizzare il telefono cellulare un’ora al giorno per dieci anni aumenta il rischio di sviluppare il Glioma del 30% e il neuroma acustico del 20%. Gli scienziati svedesi ne sono certi: non si tratta di un allarme ingiustificato ma di una realtà, visto che il tempo minimo perché si possa studiare lo sviluppo di un tumore è proprio dieci anni e le ricerche condotte prima di questo anniversario sarebbero da considerarsi incomplete. In altre parole, l’uso del cellulare si è diffuso circa dieci anni fa e in questo decennio il cellulare è diventato uno strumento utilizzato da milioni di persone ogni giorno: per questo motivo uno studio serio che indagasse sui rischi dell’utilizzo del cellulare poteva essere condotto solo adesso.


Lennart Hardell e Kjell Hansson non avrebbero dubbi, quindi: basterebbe un’ora al giorno di uso del cellulare per dieci anni per veder salire significativamente il rischio di sviluppare un tumore e sarebbe sufficiente anche meno di un’ora se si poggia il telefono sempre sullo stesso Orecchio.
Come fare a utilizzare il cellulare limitando al massimo i rischi per la salute? Hardell consiglia di utilizzare poco il cellulare e comunque sempre con l’auricolare, di evitare di parlare per ore al telefono cellulare e di preferire l’apparecchio fisso e di impedire l’utilizzo del cellulare ai bambini.


I risultati di questo studio, che sono stati pubblicati sulla rivista Occupational Environmental Medicine, sono in netta contrapposizione con quelli che aveva ottenuto un recente gruppo di ricerca promosso dal MTHR (Mobile Telecommunication and Health Research): per gli studiosi britannici l’uso di cellulari non era associabile ad alcun reale danno biologico anche se Latrie Challis, presidente di MTHR, aveva spiegato che solo alcuni dei soggetti coinvolti nello studio utilizzavano i cellulari da dieci anni e che, quindi, anche le loro ricerche sarebbero proseguite per studiare realmente gli effetti del cellulare sul cervello dopo un utilizzo almeno decennale.


Gettano acqua sul fuoco gli esperti riuniti a Roma nei giorni scorsi in occasione del convegno su campi elettromagnetici e salute organizzato dal consorzio Elettra 2000: secondo Anders Ahlbom del Karolinska Institutet di Stoccolma, migliaia di ricerche condotte in tutto il mondo negli ultimi anni e finanziate con 250 milioni di dollari non hanno dimostrato alcuna evidenza certa di rischio.


Anche gli italiani hanno analizzato gli effetti dell’uso del cellulare sul cervello: una ricerca, pubblicata sugli Annals of Neurology e condotta dagli studiosi dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, in collaborazione con quelli dell’Ospedale S. Giovanni Calibita-Fatebenefratelli, della Facoltà di Psicologia della Sapienza e della Clinica Neurologica all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha dimostrato che le onde elettromagnetiche emesse dai telefonini eccitano il cervello e in particolare la corteccia cerebrale.

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Ultimo aggiornamento: 06 Giugno 2015
4 minuti di lettura
Commento del medico
Dr. Modesto D'Aprile
Dr. Modesto D'Aprile
Specialista in Ematologia e Oncologia

La problematica relativa al possibile rapporto tra utilizzo dei telefonini e aumentato rischio di tumori non ha una chiave di lettura univoca.
Lo studio approfondito dei numerosi studi pubblicati non permette conclusioni inoppugnabili né da parte degli “innocentisti “ né da parte dei “colpevolisti“, anche perché, dal punto di vista strettamente statistico, non c’è alcun tipo di evidenza.

C’è, innanzi tutto, un problema temporale: sono relativamente ancora pochi gli anni trascorsi dall’inizio diffuso ed intensivo dell’utilizzo dei cellulari e, quindi, non è possibile escludere danni in senso oncologico che, per definizione, richiedono tempi biologici lunghi.

L’altra variabile è quella legata al fatto che negli ultimi anni c’è stata, in contemporanea all’incrementato uso dei telefoni cellulari, una esplosione di fonti casalinghe e non di onde elettromagnetiche (forni, cordless, asciugacapelli……. )

Ultima considerazione: il peso imgombrante degli interessi economici rende in questi casi molto difficile la vita alla ricerca indipendente. 

Conclusione: come in tanti campi della Medicina vale il consiglio della prudenza; usare con moderazione e raziocinio le fonti di onde elettromagnetiche, conducendo una vita il più possibile………. a misura d’uomo.

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