La crisi di mezza età? Arriva a 40 anni

La crisi di mezza età? Arriva a 40 anni

Gli esperti si interrogano sul grado di soddisfazione personale. La crisi di mezz'età esiste davvero e colpisce soprattutto i quarantenni.

Cos’è la felicità? Sono singoli attimi della vita in cui tutto sembra essere esattamente al posto in cui dovrebbe essere, oppure una condizione di perdurante stabilità ed armonia interiore? Qualsiasi sia il concetto personale di felicità sembra che un dato sia comune a tutti gli esseri umani: la felicità scende ai minimi storici intorno ai 40 anni per poi cominciare a risalire fino ai settant’anni.

A tracciare il percorso medio che la felicità compie nell’arco della vita di una persona sono stati alcuni esperti di psicologia sociale dell’Università di Melbourne, in collaborazione con i colleghi della London School of Economics and Political Science dell’università britannica di Warwick.

Gli studiosi hanno esaminato migliaia di questionari ed interviste di persone di diverse nazionalità al fine di valutare il grado di soddisfazione personale nelle diverse fasi della vita, 35, 45, 55, 65, 70 anni. I risultati sono stati pubblicati dall’IZA (Institut zur Zukunft der Arbeit) e mostrano che la crisi di mezza età non arriva a 50 anni, come comunemente crediamo, ma si anticipa ai 40 anni.

Depressione, bilanci esistenziali che non lasciano scampo e crisi personali, insomma, colpiscono soprattutto chi compie 42/43 anni: è il momento più basso della vita, dal quale ci si rialza negli anni successivi per vivere lunghi anni di serenità e gratificazione personale che poi toccano il picco intorno ai 70 anni.

Naturalmente non si può generalizzare: per ciascun individuo il quarantesimo compleanno rappresenta un momento a sé, ma è indubbio che questo momento della vita sia una sorta di giro di boa, un’occasione per fare un bilancio di quanto costruito negli anni precedenti.

Figli adolescenti o che devono ancora arrivare, una soddisfacente vita sentimentale oppure una crisi coniugale causata dalla monotonia, il divorzio, il bilancio dell’attività professionale: sono tutti elementi che in qualche modo si annodano intorno alla vita di un individuo proprio a 40 anni e ne definiscono il grado di realizzazione personale. Quel che è certo è che dopo le cose diventano più semplici.

Se volessimo vedere le cose dal lato positivo potremmo pensare che 'la vita comincia a 40 anni'. Indipendentemente da tutto ciò che ci ha reso felici o infelici nei 4 decenni precedenti, arrivati a questo punto possiamo solo ricominciare. Ed incamminarci verso gli anni migliori della vita.

D’altronde non è la prima volta che i settant’anni vengono considerati come il momento migliore della vita: uno studio condotto da alcuni ricercatori americani e tedeschi ha preso in esame i dati relativi a circa 21mila uomini e donne e ha concluso che il grado di soddisfazione personale risulta essere più alto intorno ai 74 anni. A questo punto della vita si ha un minore carico di responsabilità e di preoccupazioni finanziarie e maggiore tempo da dedicare a se stessi. Una combinazione di elementi davvero eccezionale, che non si verifica in nessun altro momento della vita e che produce un alto grado di benessere personale.

Commento del medico
Dr.ssa Santina Torello
Dr.ssa Santina Torello
Specialista in Psicologia

Una crisi può essere definita come un momento in cui si rompe un equilibrio che era stato mantenuto fino a quel momento. Davanti a un bilancio o a un cambiamento importante, quindi, ci si può trovare ad affrontare una crisi che è legata alle sfide evolutive poste dalla vita, piuttosto che essere strettamente legata all'età.

Ciò che, forse, risulta particolare nella nostra società è che tra i quarantenni troviamo persone con le più variegate condizioni di vita rispetto a quelli di qualche decennio fa. Infatti, se nel passato si pensava a un quarantenne, lo si immaginava in coppia e con una famiglia già formata, probabilmente con figli adolescenti e una vita lavorativa già ben definita.

Oggi invece, accanto alle persone ben avviate nelle loro carriere, troviamo persone ancora in cerca della propria strada, persone insoddisfatte di ciò che hanno realizzato ma senza le condizioni necessarie per cambiare vita; altre che vivono con i genitori ancora inserite nelle dinamiche dell'essere figlio, con vissuti di fallimento e poca progettualità; altre con una propria famiglia; altre che stanno affrontando separazioni e/o la formazione di una nuova famiglia.

Con ciò intendo dire che, probabilmente, a questa età i compiti da affrontare sono molti e di diversa natura e questo potrebbe spiegare il motivo per cui risulta una maggiore incidenza delle 'crisi' a quarant'anni. E così come in tutte le crisi, per ristabilire l'equilibrio e la serenità, è necessario far leva sulle proprie risorse, accettando i sentimenti dolorosi legati a ciò che manca e attivandosi per costruire, invece, ciò che si può e si vuole ottenere.

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