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Perché amiamo parlare di noi stessi?

Perché amiamo parlare di noi stessi?

La risposta in uno studio della Harvard University al bisogno di ricerca di gratificazione e piacere.

Si dice comunemente che una delle migliori qualità di una persona sia quella di saper ascoltare. Una qualità piuttosto rara se si pensa che nell’ambito di una conversazione la maggior parte delle persone parla di sé stessa per più della metà del tempo. E i social network non hanno che amplificato questa sorta di conversazione egocentrica a senso unico, offrendo un’opportunità unica di poter parlare di se stessi in ogni momento.

Ma per quale ragione le persone sono così inclini a parlare di sé stesse? I ricercatori della Harvard University hanno indagato sulla questione e hanno scoperto che quando un essere umano parla di sé si attivano aree del cervello coinvolte nelle sensazioni di piacere e gratificazione.

Ad essere coinvolti in questo esperimento sono stati 195 individui che erano liberi di discutere di aspetti della propria o altrui personalità; durante questa conversazione i ricercatori hanno eseguito alcune scansioni con risonanza magnetica funzionale.

Dall’esame è emerso che proprio quando la conversazione si focalizzava sulla propria vita e sulla propria individualità si attivavano tre aree del cervello: l'area tegmentale centrale, la corteccia mediale prefrontale ed il nucleus accumbens. Almeno due di queste aree sono ben note per essere coinvolte nei processi di gratificazione e piacere derivanti da stimoli esterni, come mangiare il proprio piatto preferito o assumere una sostanza stupefacente o avere un rapporto sessuale soddisfacente.

Inoltre l’attivazione di queste aree è strettamente connessa con il rilascio di Dopamina, un Neurotrasmettitore che aiuta a controllare le risposte emotive alle situazioni, spinge a cercare ricompense e benessere. Insomma parlare di noi stessi ci fa sentire bene.

La curiosità è che lo studio ha anche dimostrato che questo meccanismo di gratificazione si attiva anche quando parliamo da soli. E in effetti chiunque di noi avrà sperimentato almeno una volta il piacere di parlare davanti allo specchio, magari per farsi forza in un momento buio o per fare chiarezza nella mente.

Ultimo aggiornamento: 01 Marzo 2021
2 minuti di lettura
Commento del medico
Dr. Giovanni Delogu
Dr. Giovanni Delogu
Specialista in Psicoterapia

Parlare di se stessi in termini positivi è certamente uno stimolo di gratificazione; ma cosa accade se parliamo di noi stessi in termini negativi? Avviene una catena di pensieri disturbanti che fanno scendere sul versante depressivo.

Più ci diciamo che non valiamo niente, accompagnando le parole con un'espressione facciale di tristezza, più verranno evocate dentro di noi delle emozioni negative e un senso di scoraggiamento.

Questo processo è stato denominato 'teoria del feedback facciale', secondo la quale le espressioni facciali alimentano e incrementano emozioni negative. Quindi spesso non conta solo ciò che diciamo, ma come lo diciamo e quali espressioni facciali utilizziamo.

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