Proteine: rischiamo di assumerne troppe

proteine rischiamo di assumerne troppe
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Troppe proteine nella dieta degli europei. Lo denuncia l’Efsa - l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha condotto uno studio sulla popolazione e ha redatto le nuove indicazioni cui far riferimento per calcolare di quante proteine abbiamo bisogno. Ma cosa sono le proteine?

Si tratta di sostanze importantissime perchè sono indispensabili per costruire e mantenere sani e forti i tessuti dell’organismo, nonché per produrre altre sostanze egualmente importanti per un gran numero di funzioni (da quelle immunitarie a quelle digestive). Esistono due tipi di proteine.

Quelle di origine vegetale - contenute nei legumi, nella frutta secca, nei cereali e anche in alcuni frutti (come l’avocado) e ortaggi (come i cavoletti di Bruxelles) - e quelle di origine animale, reperibili nella carne, nelle uova, nel pesce e nei latticini.

Spesso temiamo di non assumere la giusta quantità di proteine e così rischiamo di esagerare: basti pensare che una grossa fetta della popolazione mangia carne tutti i giorni mentre i nutrizionisti invitano a non superare le due/tre volte a settimana. Per fornire le giuste indicazioni il gruppo di esperti scientifici dell’Efsa sui prodotti dietetici, l’Alimentazione e le allergie ha stabilito i seguenti PRI (quantitativi di assunzione di riferimento per la popolazione) per ogni categoria:

  • adulti (compresi gli anziani): 0,83 g per kg di peso corporeo al giorno, che in un uomo di 75 chili si traducono in 62,25 grammi di proteine al giorno e in una donna di 65 chili in 53,95 grammi al giorno;
  • lattanti, bambini e adolescenti: tra 0,83 g e 1,31 g per kg di peso corporeo al giorno, a seconda dell’età;
  • donne in gravidanza: assunzione supplementare di 1 g, 9 g e 28 g al giorno rispettivamente per il primo, secondo e terzo trimestre;
  • donne in allattamento: assunzione supplementare di 19 g al giorno nei primi 6 mesi di allattamento e di 13 g al giorno nel periodo successivo.

Secondo quanto emerso dagli studi dell’Efsa tutti i gruppi della popolazione presi in esame assumono una quantità di proteine adeguata e anzi, in certi casi, il rischio più frequente è quello di assumerne troppe. Ma cosa può accadere se si assumono troppe proteine?

Ne hanno discusso i dietisti dell’Andid - Associazione Nazionale Dietisti, in occasione di un recente convegno. In media un italiano adulto consuma 1,2 grammi di proteine per chilogrammo al giorno, un limite che può ritenersi ancora sicuro, ma in alcune diete iperproteiche l’apporto di proteine può arrivare fino a 2,5 grammi per chilo di peso.

Un carico davvero eccessivo per reni e fegato che può favorire, soprattutto nei soggetti predisposti, lo sviluppo di disfunzioni epatiche e renali.

 

Il punto di vista
Dietistica

La questione riguardante il fabbisogno di proteine è uno dei punti più spinosi nel campo di studio dell’alimentazione. Basandosi sulla letteratura preventiva, l’atteggiamento più prudente pare predominante – con le raccomandazioni che valutano il fabbisogno di un adulto sullo 0,83 g/kg di peso corporeo, come stabilito dall'Efsa.

Tuttavia, questo è il limite entro cui non bisogna scendere per non compromettere le funzioni vitali, non quello che assicura al 100% il corretto funzionamento del corpo in tutte le sue attività. Questo non vuole essere un incoraggiamento al consumo smodato, bensì uno smorzamento dei toni: troppe proteine fanno male, sì, ma anche troppo poche –  specialmente se non nobili.

Evidente è stato, in passato, il caso della Vitamina C, falsamente mitizzata a panacea universale, ma ormai scientificamente riconosciuta come non dannosa a dosaggi anche 5 volte superiori le razioni raccomandate per evitare lo scorbuto. Oltretutto, tra le molteplici funzioni delle proteine, non è da trascurare l’effetto termogenico, da cui una persona in sovrappeso può trarre giovamento. Ulteriore distinguo dev’essere fatto tra gli adulti sedentari e gli sportivi: possiamo affermare che un’assunzione di 1,4 g/Kg di peso corporeo per chi pratica sport di resistenza e 1,8 g/kg di peso corporeo per quelli di potenza risultano ottimali.

Non bisogna però generalizzare troppo, infatti, il carico di lavoro e di conseguenza il consumo calorico giornaliero legato all’attività svolta, può modificare questi valori. Non essendo ancora state documentate controindicazioni in soggetti sani o obesi, per le persone sedentarie, è possibile parlare di 'range' di intake proteico raccomandato, che varia tra lo 0,8 g/kg e 1,2 g/ kg.

15/05/2015
16/05/2012
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione