Ribelli o conformisti? Decidere da che parte stare è una libera scelta, influenzata anche da certi condizionamenti, oppure è un destino già scritto nel nostro DNA?

Se lo sono chiesto alcuni studiosi della New York University, della Aarhus University danese e del Wellcome Trust Centre of Neuroimaging dell'University College di Londra che hanno condotto uno studio per indagare sulla questione.

L’esperimento ha coinvolto 28 volontari: gli scienziati, guidati da Daniel Campbell-Meiklejohn, hanno letteralmente misurato il cervello dei volontari attraverso una particolare tecnica chiama morfometria, i cui risultati sono stati rielaborati insieme ad immagini tridimensionali ottenute grazie alla risonanza magnetica.

I ricercatori hanno, poi, analizzato la personale predisposizione di ciascun individuo coinvolto nella ricerca ad adattarsi alle opinioni altrui chiedendo ai partecipanti di giudicare 20 canzoni prima e dopo aver ascoltato le valutazioni espresse da critici musicali.

I risultati dell’esperimento, pubblicati su Current Biology, hanno mostrato non soltanto che il conformismo sociale sarebbe direttamente collegato al volume di materia grigia ubicata nella corteccia orbitofrontale laterale di entrambi gli emisferi cerebrali, ma anche che le dimensioni dell’aerea presa in considerazione condiziona anche le reazioni dei soggetti alle critiche espresse da qualcun altro nei confronti dei loro giudizi.

I ricercatori, quindi, spiegano che quanto scoperto potrebbe suggerire che la zona del cervello collegata al conformismo avrebbe un ruolo importante anche nella fase di gestione dei conflitti sociali.

Lo studio è interessante anche nell’ottica di analizzare meglio i cambiamenti della personalità o del modo di interazione sociale che si verificano in persone che hanno subito un danno nell’area cerebrale analizzata in questa ricerca.