Shopping online: una guida per impedire che diventi un'ossessione

shopping online una guida per impedire che diventi un ossessione
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Con la crescente diffusione dei siti di e-commerce è aumentata anche la dipendenza da shopping online. La facile accessibilità ai siti e agli acquisti, la scarsa percezione che si ha di spendere del denaro quando si fa tutto in maniera digitale hanno contribuito a far salire il numero di persone che sono diventate dipendenti dallo shopping online.

A fotografare il fenomeno è stato uno studio condotto dall’Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico, su un campione di ottocento persone con l’abitudine di fare shopping online. I dati emersi da questa indagine consentono di inquadrare meglio le caratteristiche degli acquirenti online.

La maggior parte degli uomini acquista prevalentemente oggetti elettronici e viaggi; le donne invece preferiscono orientarsi sui servizi o sull’abbigliamento. Il motivo principale per cui si sceglie di acquistare su internet è la convenienza, ma anche la possibilità di comparare i prezzi nonché di ricevere informazioni dagli altri utenti.

Ma lo studio ha anche mostrato la faccia oscura dello shopping online: il 30% degli intervistati si è detto insoddisfatto dei suoi acquisti; la metà del campione ha ammesso che spesso si collega senza una reale intenzione di fare acquisti ma poi si ritrova con un carrello pieno di oggetti.

Un’abitudine che non comporta poi un grado di soddisfazione, tutt’altro: alla fine dello shopping avanzano sensi di colpa e frustrazione.

Sensazioni spiacevoli che spingono il soggetto a provare a ripetere l’acquisto alla costante ricerca di un appagamento che però non arriva mai.

Un circolo vizioso che la psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell'Eurodap e autrice di un saggio sul tema scritto a quattro mani con Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, non esita a paragonare a quello che caratterizza il consumo di droga.

Come difendersi dalla tentazione di aggiungere al carrello tutti gli oggetti che vediamo scorrere sullo schermo?

Ecco qualche consiglio:

  • Occhio al fascino dello sconto: va bene cercare sul web l’offerta più conveniente ma questo non deve dare il via ad acquisti sfrenati.
  • Non acquistare per forza solo perché un prodotto costa poco: se è inutile per noi resta comunque uno spreco di denaro.
  • Attenzione ai commenti degli utenti: gli uffici di marketing spesso costruiscono una lunga serie di commenti positivi solo per rendere più appetibile il prodotto.
  • Leggere bene le sigle perché anche una minima differenza può far sì che i prezzi di uno stesso prodotto siano molto diversi da sito a sito.
  • Verificare l’affidabilità del sito al quale si forniscono i propri dati: leggere con attenzione tutti i credits, non fidarsi di siti che chiedono troppe informazioni personali.
  • Non acquistare con lo scopo di soddisfare un vuoto o un’insoddisfazione di fondo.
  • Se ci si rende conto che lo shopping sta diventando un’ossessione cancellarsi da tutti i siti che propongono regolarmente offerte.
Il punto di vista
Psicologia

Come tutte le attività che stimolano le aree cerebrali del piacere anche lo shopping può potenzialmente diventare un comportamento dipendente. Ritengo, però, che non è l'oggetto in sé che causa la dipendenza; un oggetto può avere delle caratteristiche che attirano e gratificano la persona, ma è la persona, in quanto portatrice di bisogni e desideri che trova soddisfazione in quell'oggetto.

La persona sente il bisogno di possedere un oggetto, un qualsiasi oggetto (vestito, sigaretta, droga...) lo usa e si sente soddisfatta ed euforica fino al momento in cui il bisogno si farà di nuovo sentire. Quell'oggetto assume una data funzione per quella persona in relazione alle sue storia, esigenze e voleri personali. E questo spiega anche perché non tutti sviluppano una dipendenza e non tutti sviluppano una dipendenza dello stesso tipo.

Lo shopping online, così come lo shopping tradizionale, offre le stesse dinamiche di bisogno-soddisfazione, ma c'è qualcosa di diverso in quello fatto online. Infatti, le pagine web contengono spesso una serie di elementi che rendono divertente e molto coinvolgente il 'fare acquisti'.

Mi riferisco alla grafica, ad applicazioni che permettono di 'provare' gli abiti, al segnalare che rimangono solo pochi articoli disponibili a quel prezzo, e a ogni genere di strategia che induce a farci sentire 'speciali e fortunati' per poi ritrovarci spesso con un oggetto che non è esattamente come lo avevamo immaginato.

06/06/2015
02/12/2013
TAG: Psicologia | Salute mentale