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Stress a lavoro per nove milioni di italiani

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Lo stress è indubbiamente uno dei grandi mali del secolo. Un male che colpisce la sfera emotiva, psichica e fisica e ha ripercussioni su molti aspetti della vita di una persona, soprattutto se si manifesta sul luogo di lavoro.

Secondo i dati più recenti presentati dall’Osservatorio Nazionale per la salute della Donna (ONDA), che ha condotto un’indagine in collaborazione con dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, circa nove milioni di italiani convivono con lo Stress da lavoro (soprattutto le donne che sarebbero il doppio degli uomini) e nove persone su dieci soffrono di problemi psichici e di disturbi vari a partire dall’ansia(45%), sindrome premestruale (43%), irritabilità (41%) e insonnia (39%).

Come prevenire lo stress sul lavoro e arginarne gli effetti? Sono numerose le ricerche scientifiche che si sono poste queste domane e hanno tentato di offrire strategie efficaci per gestire lo stress al lavoro.

Vediamo qualche dato.

  • Secondo alcuni studiosi dell’Università di Saint Louis ci sono alcune cose da non sottovalutare, sette errori che compiamo ogni giorno e che contribuiscono a peggiorare lo stress. Ad esempio una pausa pranzo frettolosa e sbrigativa al fast food andrebbe sostituita con un pranzo leggero ma bilanciato e ricco di carboidrati, vitamine e proteine; dormire le canoniche otto ore al giorno è un'altra importante abitudine per non subire disturbi dell’attenzione o della concentrazione; fare una passeggiata di trenta minuti al giorno, inoltre, aiuta a combattere l’ansia.
  • Portare il verde in ufficio: uno studio condotto dall’Università di Washington ha scoperto che mettere delle piante in ufficio induce le persone a rilassarsi.
  • Limitiamo il contatto con persone stressate, perché lo stress sarebbe Contagioso. Una ricerca condotta dal Max-Planck-Institut per le scienze cognitive e neurologiche e dal Politecnico di Dresd ha scoperto che stare in contatto con persone stressate produce un aumento dei livelli di Cortisolo nel sangue anche del 26%. E se queste persone sono conoscenti o familiari i livelli di cortisolo possono salire anche del 40%.
  • La gentilezza premia: due studi condotti dalla North Carolina State University mostrano che se i leader o i dirigenti comunicano con educazione e gentilezza ottengono migliori performance dai loro dipendenti.
  • Fare pause frequenti dal monitor: trascorrere troppo tempo davanti allo schermo del computer comporta problemi di sonno e aumenta il rischio di depressione, soprattutto nelle donne giovani. I ricercatori dell’università svedese di Gothenburg invitano a fare pause frequenti e a spegnere il computer almeno un’ora prima di andare a dormire.
Il punto di vista
Medicina del lavoro

Oggi, un’azienda che non sostiene un piano, una metodologia per motivare i lavoratori, un’azienda che non trasmette informazioni, che non ottimizza il sistema di gestione e di organizzazione del lavoro è un’azienda con un’alta probabilità di generare stress lavoro- correlato ai propri dipendenti.

Diventa quindi importante come ogni datore di lavoro, manager, dirigente, preposto, lavoratore, e tutte le figure aziendali nelle diverse realtà lavorative acquisiscano oltre che la conoscenza del quadro legislativo di riferimento (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.), anche gli aspetti sociologici relativi ai fattori di rischio, le tecniche di comunicazione e di relazione interpersonali, la percezione dello stress dei lavoratori, il rapporto tra stress e organizzazione lavorativa, le misure da adottare.

Sono ormai assodati gli effetti negativi sulla salute che lo stress produce a livello neurovegetativo, neuroendocrino, immunitario. A titolo di esempio estremo, basti pensare alle migliaia di lavoratori che ogni anno muoiono in Giappone per 'Karoshi', ovvero decesso per troppo lavoro stressante.

Secondo l’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (EU-OSHA), tra le cause più comuni di stress, si rilevano: contratti precari in ambito di lavoro instabile, sensazione di insicurezza del posto di lavoro, lavoro eccessivo, elevato coinvolgimento emotivo sul lavoro, scarso equilibrio tra vita privata e lavoro, scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori e mancanza di influenza sul modo in cui il lavoro viene svolto, richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sui ruoli, comunicazione inefficace, mancanza di sostegno da parte dei colleghi o dei superiori, molestie psicologiche e sessuali.

In tema di rischi psicosociali, dalle linee guida pubblicate dall’INAIL, nella valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato, ormai un obbligo sanzionato per tutte le tipologie di aziende, gli elementi e le misure da considerare sono rappresentati da:

  • eventi sentinella (es.: incidenti infortunistici, assenze per malattia, segnalazioni del medico competente, ferie non godute, procedimenti disciplinari/sanzionatori, trasferimenti richiesti dal personale...);
  • analisi degli indicatori di contenuto e di contesto lavorativo (es.: rischi presenti negli ambienti di lavoro, confort microclimatico, acustico; carichi e ritmi di lavoro; autonomia decisionale; conflitti interpersonali; incertezze in ordine alle prestazioni richieste; diffusione di procedure e obiettivi aziendali; presenza di un sistema di comunicazione aziendale, etc...);
  • percezione dello stress da parte dei lavoratori, attraverso la somministrazione di questionari dedicati;
  • ruolo del medico competente, sia in fase preventiva di valutazione documentale di rischio, sia di identificazione, segnalazione, nonché gestione di casi rilevati in corso di visite di sorveglianza sanitaria, in cui situazioni di disagio dei lavoratori ed elementi comportamentali soggettivi (es.: consumo di alcol, psicofarmaci, droghe) possono emergere.

L’adozione di provvedimenti per la gestione delle cause dello stress lavoro-correlato rende possibile prevenire o, quanto meno, ridurre l’impatto che tale rischio può avere sui lavoratori e sull’azienda anche in termini di produttività.

Occorre un approccio complessivo di cultura della prevenzione che porti alla consapevolezza che anche la prevenzione del rischio da stress lavoro-correlato, così come quella degli altri rischi, è, prima che un obbligo normativo, soprattutto un investimento per l’azienda e per i suoi lavoratori.

05/01/2018
12/05/2014
TAG: Medicina del lavoro | Salute sul lavoro | Salute mentale