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Supporto psicologico: un diritto per i pazienti oncologici

Supporto psicologico: un diritto per i pazienti oncologici

Dopo quindici anni di battaglie la FAVO e i tanti volontari esultano: per i pazienti oncologici è previsto un adeguato supporto psicologico.

Ci sono voluti quindici anni di battaglie culturali e sociali per riuscire a far riconoscere l’importanza che il supporto psicologico agli ammalati e ai loro familiari ha all’interno del Piano Oncologico Nazionale.

Una vittoria per i tanti volontari, da sempre impegnati in questo campo, e per la FAVO, la Federazione Italiana che raggruppa tutte le Associazioni di volontariato nell’oncologia, che ha salutato con sincero entusiasmo e grande spirito propositivo la notizia definendola “una svolta storica”.

Ma cosa cambia nel Piano Oncologico Nazionale? È stato redatto un 'Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del Cancro' per il triennio 2011-2013, che verrà accolto dalle Regioni, che prevede, nell’ambito degli INTERVENTI da attuare nel Piano Oncologico Nazionale, anche una serie di input per offrire adeguato supporto psicologico ai pazienti.

Trova ampio spazio all’interno del Piano Oncologico Nazionale l’impegno a ridurre le disparità di accesso e di qualità dei servizi offerti ai pazienti oncologiciesistenti tra le varie regioni e ad offrire, in maniera uniforme ed equa, servizi alle famiglie e ai pazienti attraverso le varie associazioni di volontariato attive sul territorio.

Il volontariato, dunque, ha chiesto e ottenuto che all’interno del Piano venissero rafforzati i programmi di prevenzione e di screening, gli investimenti in campagne di comunicazione e informazione; nuovi sforzi per ottimizzare la cura e l'assistenza per il paziente, soprattutto se anziano, a livello intra ed extra ospedaliero.

Inoltre nel documento trova spazio la formulazione di percorsi integrati nelle fasi post-acuzie, di recupero e Riabilitazione e di continuità assistenziale nel territorio, di promozione delle reti oncologiche, di monitoraggio e di messa a disposizione dei farmaci di recente autorizzazione al commercio, di formazione alla comunicazione del medico oncologo e di formazione più specifica dei volontari e viene riconosciuta l’importanza di lavorare per la centralità dell'integrazione tra servizi socio-sanitari e no-profit, per sviluppare adeguati percorsi riabilitativi, per implementare le cure palliative e sviluppare la psico-oncologia.

Tutto con un unico, importante scopo: offrire al paziente un professionale servizio di supporto psicologico che può rivelarsi estremamente utile per la prevenzione di complicanze e recidive.

"Sarà impegno della Favo collaborare attivamente all'attuazione del Documento tecnico, nonché di monitorarne i progressi realizzativi e le eventuali inerzie o difficoltà eventualmente insorgenti in sedi locali, per riferirne puntualmente nei prossimi Rapporti del proprio Osservatorio", dichiara il Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente della FAVO.

Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2015
3 minuti di lettura
Commento del medico
Dr.ssa Silvia Garozzo
Dr.ssa Silvia Garozzo
Specialista in Psicologia clinica e Psicologia e Psicoterapia

Finalmente! Nei programmi per i pazienti oncologici nelle prime fasi della malattia e nelle fasi terminali, questo è sempre stato in Italia un punto molto carente.

Il supporto psicologico per i pazienti nelle varie fasi della malattia, come per parenti e congiunti, l’accompagnamento al lutto per i pazienti in fase terminale, come per le loro famiglie, l’elaborazione del suddetto lutto successivamente, sono tutti interventi fondamentali nel lavoro con questa malattia, in tutte le sue sfaccettature.

Ora c’è da capire se in questo documento si prevede un investimento di spesa pubblica a questo fine o di nuovo si vuole appoggiarsi solo al volontariato sociale, cosa a mio parere totalmente scorretta. Gli interventi specialistici devono essere dati da persone d’esperienza e che vengano giustamente retribuite per un lavoro tecnico e duro a forte rischio di burn out.

Inoltre, semmai venissero dati i finanziamenti, si spera che, come al solito, non siano a tempo, poiché questo del supporto psicologico per i pazienti oncologici divenga, finalmente, un punto cardine dell’iter terapeutico come negli altri paesi europei e negli Stati Uniti è da tempo.

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