Stime ufficiali ad oggi non ce ne sono, ma quello che sappiamo con certezza è che il Covid-19 colpisce soprattutto le persone fragili e con patologie pregresse; per queste ragioni è importante seguire le raccomandazioni diffuse dal Ministero della Salute per prevenire l’eventuale infezione da nuovo coronavirus, che nei pazienti oncologici è causa di complicazioni anche gravi.

 

Patologie tumorali e Covid-19: cosa sappiamo

Sebbene i dati disponibili sull’andamento epidemiologico per i malati di cancro siano ancora piuttosto limitati, l’intera comunità oncologica si sta impegnando a raccogliere dati relativi all’impatto del virus Sars-Cov-2 su questi pazienti, sulle terapie e i loro risultati.

I pazienti oncologici di per sé sono soggetti con una condizione di salute più fragile e per questo più esposti al rischio di contrarre qualsiasi malattia infettiva. In particolare, quelli che si sottopongono a terapie immunosoppressive (che riducono l’efficienza del sistema immunitario) una eventuale infezione da virus respiratori può portare un decorso clinico più severo.

Le patologie tumorali più vulnerabili al nuovo coronavirus sono quelle relative al tumore del sangue (onco-ematologiche) i cui pazienti siano stati sottoposti a chemioterapia o a radioterapia intensiva, o che abbiano subito trapianti e operazioni negli ultimi sei mesi.

Cosa ha cambiato la pandemia

Lo scenario mondiale mostra molta incertezza sulla natura, pericolosità e durata della pandemia e tutto questo ha comportato una riorganizzazione delle unità sanitarie per garantire la continuità assistenziale dei pazienti oncologici nella massima sicurezza.

A seconda delle caratteristiche e la sede del tumore, le condizioni generali del paziente e la tipologia di trattamenti indicati, si stanno muovendo giorno dopo giorno le scelte dei medici, posti difronte al difficile dilemma: è maggiore l'insidia dall'evoluzione della malattia o il contagio da Sars-Cov-2?

Si sa, alcune malattie oncologiche evolutive richiedono un trattamento chirurgico tempestivo, mentre per le forme meno aggressive si sta optando per il rinvio in una fase successiva, considerato il fatto che alcuni decorsi richiedono l’utilizzo della terapia intensiva, ad oggi ritenute aree di possibili focolai.

Per le terapie non c’è alcun motivo di sospenderle, salvo indicazioni del medico curante.

Le raccomandazioni per i pazienti oncologici

Il Ministero della Salute ha diffuso alcune raccomandazioni da seguire per ridurre il rischio di contagio da Covid-19 per i pazienti oncologici, da estendere anche agli operatori sanitari e le relative strutture:

  • rispettare innanzitutto le misure igienico-sanitarie come raccomandate per l’intera popolazione (mantenere il distanziamento sociale, lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi naso, occhi e bocca, starnutire nel gomito e gettare i fazzoletti non appena usati, disinfettare le superfici);
  • restare in contatto con il proprio medico curante e stabilire con lui le modalità di visita e le eventuali terapie;
  • ridurre al minimo il tempo trascorso in strutture ospedaliere, favorendo le consultazioni a distanza (video-visita e teleconsulti) per quanto possibile;
  • quando si esce munirsi di tutte le misure di sicurezza possibili (guanti e mascherina mantenendo sempre la distanza di almeno un metro dagli altri);
  • pianificare in anticipo, con gli operatori sanitari e la famiglia, le azioni per fronteggiare possibili emergenze (documentazione necessaria);
  • rafforzare il sistema immunitario seguendo uno stile di vita salutare (dormire a sufficienza, fare un po’ di esercizio fisico, mangiare sano, evitare lo stress);
  • distanziarsi dai conviventi che sviluppano sintomi febbrili o da raffreddamento: dormire in una stanza diversa e disinfettare le aree comuni della casa.

In ogni caso, saranno sempre gli specialisti a indicare la strada più opportuna per affrontare la malattia nel rispetto della salute di tutti.