Uno studio sudcoreano: la Man Flu esiste davvero

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Qualsiasi donna abbia un uomo in famiglia lo sa: basta qualche decimo di febbre perché il sesso forte si metta sotto le coperte in uno stato di abbandono che non è giustificato dalla gravità del malanno.

La chiamano Man Flu, l’influenza declinata al maschile: gli uomini sembrano essere incapaci di affrontare una semplice influenza e si allettano per giorni, mentre la compagna gestisce casa, lavoro e figli e se ha qualche linea di febbre nemmeno lo comunica. A indagare su quanto accade piuttosto frequentemente nelle case di tutto il mondo ci ha pensato una ricerca condotta nella Corea del Sud.

Gli studiosi della Ajou University University School of Medicine hanno arruolato circa 1200 operai, lavoratori in quaranta aziende diverse, e hanno tenuto conto dei vari episodi di Influenza stagionale, dei sintomi e del modo in cui gli uomini affrontavano la malattia. Non solo, gli scienziati sudcoreani hanno anche messo in relazione l’incidenza della Man Flu con il grado di stress lavorativo al quale erano sottoposti i volontari.

Conclusione: un lavoratore stressato sarà con molta probabilità un uomo che difficilmente gestirà con equilibrio i giorni di malattia. Nel dettaglio, lo studio ha mostrato che il 74% dei lavoratori stressati e sotto pressione si lamentava molto di più quando era influenzato.

L’idea degli studiosi è che se si vive in modo anomalo e stressante il proprio lavoro, il Sistema immunitario ne risente al punto che ci si ammala più frequentemente e soprattutto si affronta la malattia con minore vigore.

Questa teoria sembra confermata anche da un altro dato emerso dallo studio: i soggetti che dichiaravano di non avere il controllo sul proprio lavoro avevano una probabilità di ammalarsi di influenza del 43% superiore; questo rischio aumentava del 40% per quegli uomini che riferivano di non avere un adeguato sostegno sociale.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Occupational Medicine, l’organo ufficiale della Society of Occupational Medicine, presieduto da Olivia Carlton che ha ricordato come numerosi studi condotti in passato abbiano dimostrato l’esistenza di un legame stretto tra lo Stress e una debolezza del sistema immunitario.

Il punto di vista
Medicina generale

Lo studio sud-coreano è interessante, ma offre il fianco a qualche critica di tipo metodologico.

Innanzi tutto è uno studio prospettico, per cui i suoi risultati devono essere presi con la dovuta cautela. Per ottenere risultati al riparo dai vari bias che sono sempre presenti quando si studiano grandi numeri in visioni prospettiche occorrerebbe effettuare uno studio caso-controllo randomizzato con parificazione perfetta dei due gruppi campione e questo non è sempre possibile.

Inoltre lo studio è stato effettuato su una popolazione con caratteristiche sociali, demografiche, cliniche, genetiche, alimentari e ambientali del tutto particolari, e pertanto i suoi risultati non sono estrapolabili al resto del mondo.

Infine occorre sempre prestare massima attenzione a non confondere un rapporto temporale con un rapporto causale. Già Hume nel ‘700 raccomandava di non lasciarsi attrarre dalla fallacia del 'post hoc ergo propter hoc', che detto in parole povere significa: se un evento ne segue un altro non è sufficiente per affermare che il secondo è causato dal primo (in pratica sarebbe come sostenere che, dal momento che praticamente tutte le persone che muoiono hanno bevuto acqua nelle 24 ore precedenti il decesso, ne consegue che bere acqua comporta un rischio elevatissimo di mortalità).

Nello studio in oggetto si afferma che il lavoro stressante favorisce il contagio influenzale e che i lavoratori stressati sopportano meno bene i disagi di una semplice malattia virale febbrile.

Per dimostrare un’affermazione del genere occorrerebbe confrontare lavoratori stressati con lavoratori 'sereni', che compiano lo stesso lavoro, nella stessa città (o meglio nella stessa ditta), nelle stesse condizioni ambientali e con tutta una lunghissima serie di condizioni identiche.

Questo non è ovviamente possibile, per cui il commento allo studio deve necessariamente essere limitativo, e non mi pare che si possa parlare di influenza 'maschile': l’ortomixovirus che causa l’influenza colpisce indifferentemente i due sessi.

Le conclusioni che si possono trarre da dati prospetticio da studi osservazionali sono metodologicamente non perfette.

Se poi i maschi posseggano un sistema immunitario differente o meno efficace di quello femminile, o se il sistema immunitario possa essere influenzato dagli stati psicofisici, è questione di tale complessità che esula da questo breve commento.

26/05/2015
31/01/2011
TAG: Malattie infettive | Virus | Salute maschile | Infezioni