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Gestosi in gravidanza

Si definiscono gestosi condizioni patologiche che compaiono con la gravidanza ed in genere si risolvono col termine della stessa.
Si possono distinguere in gestosi del primo trimestre e gestosi del terzo trimestre.

Le gestosi del primo trimestre sono:

  • la scialorrea: molto comune soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, si accompagna ad alterazioni del gusto. Costituisce soprattutto un problema pratico e di relazioni sociali. In casi particolari può essere utile la somministrazione di astringenti della secrezione salivare.
  • il vomito gravidico del primo trimestre: tipico al mattino ed accompagnato da nausea e scialorrea. Talvolta può diventare persistente, indurre inappetenza e disidratazione: in questi casi può essere utile l'ospedalizzazione ed il ricorso all'alimentazione parenterale.

Le gestosi del terzo trimestre sono:

  • l'ipertensione, la Preeclampsia e l'eclampsia: la gravidanza può indurre ipertensione arteriosa in donne normotese o aggravare uno stato ipertensivo preesistente. La preeclampsia è caratterizzata da ipertensione, edemi e proteinuria; rappresenta una possibile evoluzione dell'ipertensione e può a sua volta evolvere in eclampsia. Quest'ultima rappresenta lo stato più grave della malattia gestosica ed è caratterizzata dalla comparsa di convulsioni e perdita di coscienza.

  • Epidemiologia

    Si calcola che circa il 15% delle gravidanze si complichi con ipertensione arteriosa ed in tutto il mondo circa 50.000 donne ogni anno muoiono per eclampsia. Il numero maggiore dei casi è concentrato in aree del pianeta meno sviluppate; nei paesi industrializzati infatti la diagnosi precoce di ipertensione in gravidanza ha ridotto notevolmente la mortalità e le complicanze. La Proteinuria associata all'ipertensione arteriosa aumenta notevolmente il rischio di mortalità e morbilità perinatale.

  • Eziologia

    A tutt'oggi non c'è una spiegazione chiara ed univoca del perché alcune donne vadano incontro ad ipertensione ed alle sue complicanze durante la gravidanza ed altre no. Tuttavia diversi fattori sono stati proposti come possibili concause tra cui ricordiamo:

    • Meccanismi immunologici, una alterata risposta immunitaria, con la produzione di antigeni verso i componenti placentari.
    • Predisposizione genetica.
    • Deficienze dietetiche, soprattutto per la frequenza in donne che non hanno un'alimentazione adeguata e sufficiente.
    • Fattori vasoattivi: sostanze normalmente presenti che regolano il tono vascolare.
    • Alterazioni dell'endotelio dei vasi placentari.
  • Diagnosi

    La diagnosi di ipertensione in gravidanza è tutt'ora oggetto di controversie; essa può essere definita:

    • pressione arteriosa diastolica (minima) superiore a 90mm di mercurio e pressione sistolica (massima) superiore a 140mm di mercurio;
    • oppure come un aumento di 15mm di mercurio della pressione diastolica e di 30 mm di mercurio della sistolica rispetto ai valori basali, misurata in almeno 2 occasioni a distanza di 6 ore l'una dall'altra.

    Tuttavia un aumento dei livelli pressori in gravidanza può anche essere normale, come conseguenza del nuovo equilibrio metabolico dell'organismo.
    La preeclampsia è definita dalla comparsa concomitante di ipertensione, proteinuria ed edemi. Si parla di proteinuria quando compaiono nelle urine 300 mg o più di proteine nelle 24 ore.
    Gli edemi sono dovuti all'accumulo di fluidi nel derma: oltre ad essere visibili come un ingrossamento della parte (in particolare delle caviglie) con sensazione di pesantezza, sono caratterizzati dalla permanenza della fossetta alla digitopressione.

  • Sintomatologia

    L'ipertensione arteriosa può non dare una sintomatologia particolare o associarsi a cefalea.
    I sintomi più frequenti sono la cefalea, i disturbi del visus, dolore addominale a barra, e l'oliguria. In presenza di proteinuria ed aumento dei valori pressori arteriosi, essi segnano il progredire della preeclampsia da moderata a severa, e quest'ultima sfocia più rapidamente in eclampsia.
    La crisi eclamptica esordisce con la comparsa di convulsioni e disturbi della coscienza.

  • Esami di laboratorio

    Referti di laboratorio che confermano la diagnosi sono: un esame delle urine con proteinuria>300 mg/24 h; l'aumento della creatinina sierica, una riduzione delle piastrine detta la trombocitopenia, l'aumento della bilirubina detto iperbilirubinemia, l'aumento delle transaminasi e degli enzimi epatici.

  • Esami strumentali

    L'ecografia è utile per una tempestiva diagnosi di distacco di placenta.

  • Complicanze

    Anche sotto continuo monitoraggio la paziente gestosica non è esente da complicanze. Le più frequenti sono:

    • Sofferenza fetale acuta per deficit di ossigenazione;
    • Distacco della placenta, che richiede l'immediato ricorso al taglio cesareo;
    • Edema polmonare della madre, conseguente allo squilibrio cardiocircolatorio ed alla ritensione di liquidi; esso si manifesta con difficoltà respiratoria, sensazione di affanno e tosse accompagnata da espettorazione di colore rosa.
  • Terapia medica

    Dell'ipertensione arteriosa:
    • I farmaci usati in gravidanza sono l'alfa-metil-dopa e la clonidina. Essi hanno l'importante vantaggio di non arrecare danni al feto;
    • Meno utilizzati sono: i calcioantagonisti, perché peggiorano l'edema, i beta-bloccanti e gli ace inibitori; questi ultimi sono assolutamente proscritti perché teratogeni.

    Della preeclampsia moderata o severa e dell'eclampsia:

    • È necessaria l'ospedalizzazione.
  • Terapia chirurgica

    Il taglio cesareo

  • Terapia delle complicanze

    La sofferenza fetale ed il distacco di placenta richiedono il ricorso al taglio cesareo.
    L'edema polmonare va trattato con ossigeni, monitoraggio continuo della funzione cardiaca e respiratoria, diuretici dove indicato e dove l'equilibrio idrico ed elettrolitico lo consentano.

26/03/2015
06/02/2007
TAG: Ginecologia e ostetricia | Gravidanza | Salute femminile | Organi Sessuali