Si riteneva sconfitto, ma non lo è. Il tetano periodicamente riappare e, quando si manifesta, è una malattia grave che colpisce i muscoli e i nervi. Fortunatamente il rischio di ammalarsi può essere scongiurato efficacemente attraverso il vaccino.

Vediamo quali sono i sintomi del tetano e come si cura la malattia.

Cos’è il tetano

Il tetano è una malattia infettiva acuta ma non contagiosa, causata da un batterio: il Clostridium tetani. Si tratta di un bacillo anaerobico (cioè che cresce in assenza di ossigeno) presente in natura sia in forma vegetativa sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina, che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia.

Si tratta di una di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo. Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Il batterio può infettare l’uomo in seguito a ferite profonde. Nel punto di ingresso esso si moltiplica e rilascia la neurotossina che provoca la paralisi spastica della muscolatura. Non si tratta di una malattia contagiosa, non può cioè trasmettersi da persona a persona. Il tetano si può prevenire soltanto con il vaccino.

Il tetano, i sintomi della malattia

Il tetano inizia spesso con un sintomo caratteristico, spiega l’Istituto Superiore di Sanità sul proprio portale Iss Salute: la contrattura spastica dei muscoli della mandibola (detta trisma), che provoca difficoltà o impossibilità ad aprire la bocca.

Seguono rigidità del collo, difficoltà a deglutire, spasmi dei muscoli addominali e contrazioni muscolari diffuse, della durata di alcuni minuti, scatenate da stimoli sensoriali anche minimi come correnti d’aria, forti rumori, contatto fisico o fonti di luce. Altri possibili sintomi sono febbre, sudorazione, pressione arteriosa alta (ipertensione), battiti del cuore elevati (tachicardia). I sintomi causati dal tetano si manifestano, generalmente, da 4 fino a 50 giorni dopo l’infezione (con un periodo di incubazione medio di 10 giorni).

Tetano, come si cura

Per il tetano non esiste purtroppo una cura specifica in grado di rimuovere la tossina già legata alle terminazioni nervose. La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche mira a bloccare la tossina eventualmente ancora in circolo impedendo che si leghi alle terminazioni neuromuscolari. L’accurata pulizia della ferita infetta, spiega ancora L’Iss Salute, con l’eliminazione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti, la somministrazione orale o endovenosa di antibiotici sono interventi che rimuovono le spore ed eliminano le forme vegetative del batterio per impedire che venga prodotta altra tossina.

L’utilizzo di sedativi, anestetici e betabloccanti serve infine da terapia di supporto per alleviare il dolore provocato dagli spasmi muscolari e regolare l’attività cardiaca e respiratoria. Nelle forme più gravi, quando la persona ha serie difficoltà di respirazione, si ricorre alla respirazione assistita.