Dislessia: sintomi, cause e suggerimenti

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gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere
La dislessia è un disturbo dell’apprendimento caratterizzato dalla difficoltà di leggere a causa dei problemi di identificazione dei suoni del linguaggio e di come essi si traducono in lettere e parole.
La dislessia si verifica soprattutto nei bambini, con una vista e un’intelligenza normale. A volte, però, non è diagnosticata per anni ed è riconosciuta soltanto in età adulta.

Non esiste una cura: si tratta di una condizione cronica ereditaria. Tuttavia, la maggior parte dei bambini che ne soffrono, possono avere un sostegno importante a scuola grazie a tutor e programmi di formazione specialistici.
 

I tipi di dislessia 

Esistono tre tipologie principali di dislessia:
  • primaria: la fattispecie più comune che coincide con una disfunzione del lato sinistro del cervello (corteccia cerebrale) e non subisce modifiche con il passare degli anni. Per chi riceve un intervento educativo adeguato, i benefici sono evidenti e duraturi;
  • secondaria: dislessia causata da problemi di sviluppo del cervello durante le prime fasi dello sviluppo fetale. Tende a diminuire di intensità durante la maturazione del bambino;
  • traumatica: può accadere in seguito a un trauma cranico o a lesioni nella zona del cervello che controlla la lettura e la scrittura.
 

I sintomi della dislessia

È difficile notare i sintomi della dislessia prima che il bambino vada a scuola ma ci sono alcuni indizi che possono servire da campanello d’allarme:
  • parlare in età tarda;
  • apprendimento lento di nuove parole;
  • difficoltà ad apprendere le filastrocche;
  • difficoltà a creare rime.
Una volta, invece, che comincia la ‘carriera’ scolastica del bambino, i segni e i sintomi diventano più evidenti:
  • capacità di lettura inferiore ai coetanei;
  • difficoltà a comprendere le istruzioni in maniera rapida;
  • problemi a ricordare la sequenza delle cose;
  • difficoltà a individuare le somiglianze e le differenze tra lettere e parole;
  • incapacità di pronunciare una parola sconosciuta;
  • problemi ad apprendere una lingua straniera.
Come scritto, la dislessia può riguardare anche gli adulti e, oltre ai sintomi su citati, eccone altri che li possono riguardare direttamente:
  • difficoltà a leggere ad alta voce;
  • difficoltà a capire il senso dei modi di dire;
  • difficoltà a riassumere una storia;
  • difficoltà a memorizzare;
  • difficoltà a risolvere problemi matematici.
 

Le cause della dislessia 

La dislessia è stata collegata ad alcuni geni che controllano lo sviluppo del cervello e c’è la convinzione che si tratti di una patologia ereditaria.
I tratti ereditari, infatti, sembrano interferire con la capacità di convertire le lettere e le parole scritte in discorsi.
 

Quali possono essere le complicazioni?

Dal momento che la lettura è fondamentale per acquisire le nozioni, la dislessia può determinare uno svantaggio nel bambino e la difficoltà a tenere il passo dei coetanei. Inoltre, può causare poca autostimaproblemi comportamentaliansia e aggressività.
Infine, i bambini con dislessia hanno un rischio maggiore di subire i disturbi da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).
 

Letture consigliate

Per approfondire l’argomento si consiglia la lettura di Dislessia - guida pratica per ragazzi, libro edito da red! e scritto dall’insegnante dislessica britannica Alais Winton che si rivolge direttamente ai giovani con il suo stesso problema per spiegare come ha superato le sue difficoltà, arrivando a coronare un percorso professionale invidiabile.

Nella descrizione del libro, infatti, si legge che “la guida illustra le tecniche che le sono state utili e che non vengono quasi mai insegnate a scuola. Il libro descrive tecniche comprovate per riuscire a leggere, compitare, memorizzare informazioni e gestire al meglio il tempo, oltre a un metodo semplicissimo per evitare di perdere per casa astuccio, libri e quaderni. I trucchi illustrativi aiutano a diventare più organizzati, meno stressati e prepararsi al meglio - e con più serenità - a verifiche, interrogazioni ed esami”.

Un altro volume interessante, sempre edito da red!, è Disturbi dell’attenzione - Strategie e tecniche per imparare a gestirli, scritto dalla psicologa canadese Ariane Hébert.
Scopo del libro è dare risposte a due interrogativi:
  • quali sono i segni che consentono di individuare il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Adhd)?
  • a chi occorre rivolgersi affinché il mio bambino sia valutato e come procedere in seguito, riguardo a un'eventuale terapia farmacologica?


Per approfondire guarda anche: “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività“
 
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22/08/2016
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