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Terapia chirurgica delle alopecie

Detonsurazione Trapianto ad isole Rotazione dei lembi Impianto di capelli artificiali - Impianto di capelli naturali Valutazioni conclusive

La terapia chirurgica può essere utilizzata anche in casi di alopecia diversi da quella androgenetica (ad esempio un'area di cuoio capelluto divenuta alopecica in seguito ad un'ustione).

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Detonsurazione (riduzione del cuoio capelluto - scalp reduction)

È la tecnica più semplice e consiste nell'asportare chirurgicamente una 'losanga' di area alopecica e suturare poi i lembi. Prima dell'intervento occorre valutare empiricamente con i polpastrelli delle dita l'elasticità del cuoio capelluto (scala valori da 1 a 10) per evitare di trovarsi poi, una volta eseguito l'intervento, nell'impossibilità di ricucire la breccia operatoria.

L'intervento viene effettuato in anestesia locale o generale e, se necessario, può essere ripetuto una o due volte (sempre con qualche mese di intervallo). Possono residuare edema e/o cefalea che normalmente scompaiono in qualche giorno. Recentemente, al posto del classico bendaggio (24 ore), è stato in qualche caso utilizzato un film plastico protettivo spruzzato direttamente sul cuoio capelluto. Il lavaggio della testa è in genere consentito dopo 3-4 giorni. Una variante tecnica prevede l'uso di 'espansori cutanei'.

Si tratta, in pratica, di 'palloncini' di materiale inerte che, alcuni mesi prima dell'intervento, vengono introdotti nel Tessuto sottocutaneo in vicinanza dell'area da 'detonsurare' e, mediante una siringa, progressivamente riempiti, attraverso una valvola, con soluzione fisiologica in modo da espandere la cute circostante (provvista di capelli!). In questo modo, al momento dell'intervento, sarà disponibile una maggiore quantità di tessuto. Il rovescio della medaglia è dato dal disagio di portare questi palloncini in attesa dell'intervento.

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Trapianto ad isole (tecnica di Orentreich - innesti a zolle - Trapianto di punch grafts)

È il conosciuto intervento di 'trapianto' nel quale, in Anestesia locale, dalle aree in cui sono ancora presenti capelli (regione occipitale) vengono prelevate delle zolle di cuoio capelluto mediante un bisturi circolare (punch) di 4 mm.

Le zolle vengono poi sistemate in appositi 'pozzetti' scavati, nella zona calva, mediante un bisturi circolare più piccolo, di 3 mm, in modo che, malgrado la retrazione elastica del tessuto, il frammento occupi lo spazio per intero. Di particolare importanza è l'angolo di incidenza del bisturi che, se non corretto porterà al taglio della radice e del bulbo di alcuni capelli e quindi alla loro definitiva perdita. Dopo l'intervento viene lasciato un bendaggio per 24 ore. Il lavaggio è in genere consentito dopo 7 giorni.

Se necessario, un secondo intervento sarà effettuato dopo 6 settimane, un terzo dopo 3-4 mesi dal secondo e un quarto dopo 3-4 mesi dal terzo. Per evitare di lasciare una serie di cicatrici 'a scacchiera' nella zona di prelievo viene modernamente seguita la tecnica di Nordström che prevede di prelevare tutte le zolle da una losanga di cuoio capelluto (della regione occipitale) che sarà poi suturata. In questo modo residua una cicatrice lineare poco visibile che viene coperta con facilità dai capelli rimasti.

La tecnica dà buoni risultati solo se la zona da coprire è relativamente piccola, altrimenti l'aspetto finale sarà di 'capelli a bambola', non pettinabili, radi e assolutamente non 'naturali'. L'utilizzo delle mini e delle microzolle ha comunque ridotto al minimo questa fastidiosa evenienza che era invece quasi la consuetudine negli interventi degli anni passati.

Rotazione dei lembi (tecnica di Juri)

L'intervento prevede 3 tempi operatori, distanziati di 7-8 giorni, che portano alla rotazione finale di un lembo di cuoio capelluto dalla regione temporale a quella frontale. Il lembo ha una lunghezza media di 25 cm e una larghezza di 3-4 cm.

1° tempo operatorio (anestesia locale)
Incisione dei 3/4 anteriori del lembo (profondità fino alla galea aponeurotica), cioè per una lunghezza di circa 18-20 cm; sutura; bendaggio per 24 ore.

2° tempo operatorio (anestesia locale)
Incisione della parte posteriore del lembo (cioè dei restanti 5-7 cm); scollamento; autonomizzazione (il lembo riceve cioè sangue dal peduncolo anteriore); sutura; bendaggio per 24 ore.

3° tempo operatorio (anestesia generale)
Il lembo viene innalzato e, ruotando sul peduncolo anteriore, girato fino a raggiungere la zona frontale dove, precedentemente, è stata tolta una 'striscia' di epidermide (profondità 1-2 mm) in modo da fornirgli adeguato alloggio; sutura; bendaggio non compressivo e drenaggio aspirante (per togliere eventuali raccolte di liquido); rimozione dopo 24 ore; rimozione dei punti dopo 10-15 giorni. Se necessario i lembi ruotati possono essere due (sia da destra che da sinistra).

I rischi di questo tipo di intervento sono:

  • connessi all'anestesia generale;
  • edema ed ematoma della fronte;
  • necrosi (fino ed oltre 2 cm) dell'estremità distale del lembo che in genere dipende dall'eccessiva lunghezza e dal conseguente scarso apporto vascolare: il danno estetico è irreparabile. Questa eventualità può essere agevolmente evitata con la variante tecnica di Faivre-Rabineau che prevede l'impiego di due lembi temporali che si congiungono sulla linea mediana (lunghezza 10-12 cm e larghezza 2-2,5 cm).

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Impianto di capelli artificiali

Si tratta, nella loro concezione originale (metodo Yamada), di strutture di poliestere lunghe 16 cm, colorate con pigmenti inorganici. Mediante un apposito strumento questi capelli vengono 'sparati', senza necessità di anestesia, nel cuoio capelluto ad una profondità di 8-15 mm; in basso è presente una specie di 'cappio' che funziona da sistema di ancoraggio quando, dopo l'impianto, intorno ad esso si forma un tessuto di tipo cicatriziale.

Nell'area circostante si assiste ad un processo naturale di riepitelizzazione che 'dovrebbe' impedire l'ingresso ai germi. La perdita media annua oscilla fra il 10 e il 30% per cui, considerando che il numero massimo iniziale di capelli innestati non dovrebbe mai superare i 5000 (fino a 500 per seduta), sono necessari periodici interventi di 'rinfoltimento' di 500-1000 unità.

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Impianto di capelli naturali ('Tims'-Tecnica implantologica metodo Santi)

Si tratta in questo caso di capelli veri, di donatori, nei quali il bulbo originale viene sostituito con uno pseudobulbo artificiale, polimerico, a 'treccia aperta', che consentirà l'ancoraggio alla cute; dopo la sterilizzazione, in anestesia locale, i capelli vengono inseriti nel cuoio capelluto con la 'pistola implantologica'. Ad un test preliminare di valutazione, effettuato con 100-150 capelli, segue, in genere dopo 2 mesi, l'impianto vero e proprio (300-350 capelli per seduta).

Il risultato estetico della metodica è soddisfacente e sicuramente migliore di quanto ottenibile con i capelli artificiali. Anche i fenomeni infiammatori locali sembrano poco frequenti mentre la percentuale di perdite annue, secondo quanto riferisce lo stesso Autore, sarebbe inferiore al 2% per quanto riguarda la perdita di tutto il capello e inferiore al 7% per quanto riguarda fratture del capello causate da trattamento non corretto. L'implantologia è da evitare nei soggetti esposti a forti esposizioni di calore (fornai, operai di altiforni etc), sostanze chimiche (verniciatori, nuotatori in piscine etc) e a traumi ripetuti (motociclisti, minatori, calciatori, etc).

Qualunque sia la qualità ed il risultato estetico finale dell'impianto dei capelli (sia naturali che artificiali) occorre considerare il problema riguardante non solo la loro 'perdita' annua ma anche la corretta conservazione; il deterioramento sarà infatti tanto più veloce quanto più vengono maltrattati: shampoo inadeguati, pettinature errate, 'phonature' troppo calde, colorazioni e decolorazioni, acqua clorata (piscine), cappelli, elmetti, caschi da motociclista etc. In definitiva il risultato estetico iniziale (magari buono) verrà comunque perduto nel tempo.

Valutazioni conclusive

  1. tutte le metodiche chirurgiche, se prese singolarmente, possono essere impiegate solo in individui che abbiano una calvizie non troppo estesa e, a parte quello di detonsurazione, solo quando questa si è stabilizzata;
  2. risultati migliori si ottengono utilizzando in sequenza le varie possibilità: dopo un primo intervento di detonsurazione si potrà ad esempio procedere a quello di rotazione dei lembi e/o a qullo di impianto di innesti. In questo caso tuttavia i costi ed i tempi non potranno essere indifferenti;
  3. l'intervento dovrà sempre essere effettuato in luogo attrezzato e da personale chirurgico competente;
  4. l'impianto di capelli artificiali negli U.S.A. è vietato per legge dal 1989 (dall'FDA, Food and Drug Administration, organo di vigilanza dello Stato americano);
  5. nei casi di calvizie troppo estesa non esiste attualmente alcuna possibilità chirurgica che dia buone possibilità di riuscita.

 

19/03/2015
11/07/2012
TAG: Dermatologia e venereologia | Capelli e peli