Piede piatto: correzione chirurgica

piede piatto correzione chirurgica
Scritto da:
Dr. Giuseppe Colì
Specialista in Ortopedia e traumatologia

Di cosa si tratta e quando intervenire

La correzione chirurgica del piede piatto consiste in un intervento che permette di correggere definitivamente la 'malformazione'. Quando il trattamento riabilitativo con esercizi di rinforzo dei muscoli preposti al mantenimento della volta plantare o l’uso di plantari non ha tratto beneficio, è necessario valutare la necessità di intervenire chirurgicamente nei bambini tra gli 11 ed i 14 anni che presentino un piede piatto con importante deviazione esterna del calcagno.

L’intervento è comunque eseguibile anche nei giovani adulti. Per non interferire con l’attività formativa dei bambini, questo intervento viene generalmente eseguito nei periodi di vacanza scolastica.

Come si esegue

Una volta, l’intervento era più invasivo e veniva eseguito operando sia sulle ossa che su tendini, strutture capsulari e legamentose, con successiva immobilizzazione con gesso. Attualmente esistono diverse tecniche che prevedono la semplice introduzione di una vite per via percutanea subito sotto la caviglia, dal lato esterno, attraverso un forellino della cute che richiede la chiusura con un solo punto di sutura.

L’unica differenza tra le tecniche è il posizionamento della vite che può essere posta all’interno del seno del tarso (artrorisi sotto-astragalica) o per infissione nell’Osso calcaneare (calcaneo-stop) o nell’osso astragalico (vite astragalica). L’introduzione della vite evita l’eccessiva inclinazione verso l’esterno del retropiede e permette il mantenimento della corretta curva interna del piede (volta plantare).

La durata dell’intervento è di circa 15-20 minuti per piede, può essere eseguito su entrambi i piedi in contemporanea, in anestesia locale. Si può anche decidere per una piccola sedazione per evitare inutile stress al paziente.

Come funziona

La correzione del piede piatto è inizialmente di natura meccanica, successivamente è di tipo propriocettivo, poiché lo stimolo meccanico esercitato dalla vite a livello dei recettori dei tessuti del 'seno del tarso' stimola in modo riflesso i muscoli designati al mantenimento della volta la cui tensione si adatta alla nuova situazione permettendo il mantenimento definitivo della correzione.

Trattamenti successivi

L’intervento, eseguito in Day Surgery, non necessita assolutamente di ricovero ed il Dolore è controllato nei primi due giorni con semplici farmaci antidolorifici. Nei giorni successivi all’intervento il bambino assumerà Antibiotici per via orale. Il piede viene medicato e tutelato con semplice fasciatura elastica fino alla rimozione dell’unico punto di sutura dopo circa 10 giorni dall’intervento.

Compatibilmente con il dolore, il bambino può abbandonare il letto ed eseguire i primi passi già nei primi giorni dopo l’esecuzione dell’intervento. Dopo un iniziale periodo di deambulazione con posizione antalgica del piede, progressivamente il passo si normalizza e nel giro di un mese il bambino torna a correre normalmente. Solo in pochi casi, in base alla psicologia del bambino, può essere necessario un trattamento fisioterapico riabilitativo.

Materiali utilizzati

Le viti utilizzate possono essere costituite da diversi materiali. Quando viene utilizzata una vite in acido polilattico, questa non deve essere rimossa poiché viene riassorbita naturalmente nel corso degli anni. Nel caso di utilizzo di materiale non riassorbibile, la rimozione della vite avviene generalmente dopo tre anni.

Eventuali complicazioni

Trattandosi di una procedura 'mininvasiva', le complicazioni sono molto rare. L’unica che viene descritta è una intolleranza alla vite che dopo due mesi dall’intervento può essere rimossa, senza danni residui per le strutture muscolo scheletriche del piede. 

14/02/2017
18/12/2013
Scritto da:
Dr. Giuseppe Colì
Specialista in Ortopedia e traumatologia