08/03/2016

Allarme farmaci contraffatti dalla Svizzera: attenzione all'Harvoni

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Allarme dalla Svizzera che, vista la vicinanza con il nostro Paese, riguarda direttamente anche l’Italia: in Israele sono state scoperte delle contraffazioni del preparato Harvoni, farmaco indicato per il trattamento dell’epatite C cronica negli adulti: i flaconi di plastica provenienti dall’India erano stati importati tramite una società commerciale svizzera e contenevano compresse bianche, anziché quelle gialle originali.
 

Le indicazioni della Swissmedic

L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic, in collaborazione con altre autorità europee, sta verificando se le confezioni di Harvoni dal contenuto sbagliato siano state importate anche altrove.
Premesso che in Svizzera le terapie con i medicamenti per l’epatite C di ultima generazione sono limitate e, a confronto con altri Paesi, molto costose, per cui vi sono pazienti svizzeri che comprano Harvoni o altri preparati all’estero, la Swissmedic ha diffidato dall’acquisto di medicamenti di qualsiasi tipo da fonti sconosciute, in particolare dall’ordinazione di farmaci via Internet. 
Per i medicamenti in vendita a un prezzo molto vantaggioso e provenienti da Paesi che non dispongono di un analogo controllo degli agenti terapeutici, non sussiste alcuna garanzia che la merce ordinata contenga il principio attivo dichiarato o il dosaggio corrispondente.
Il trattamento con Harvoni, inoltre - fa sapere sempre la Swissmedic - dovrebbe essere condotto esclusivamente sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dell'epatite cronica C, poiché l’effetto deve essere controllato regolarmente.
 

Le tipologie dei farmaci contraffatti

Detto ciò, è giusto ricordare che per farmaco contraffatto (che costituisce sempre un grave rischio per la salute) - come si legge qui:  - s’intende quel medicinale la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto. 
Si tratta di un mercato illegale in espansione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (a causa naturalmente delle scarse risorse finanziarie e umane) e riguarda in particolare modo i farmaci ‘salva-vita’, come gli antibiotici, gli antimalarici, gli antitubercolari e gli antiretroviarli per la terapia dell’AIDS. 
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Ed esistono quattro categorie di farmaci contraffatti:
  1. Medicinali che consentono gli stessi principi attivi e gli stessi eccipienti, nella giusta quantità;
  2. Medicinali che contengono le giuste componenti, ma non nelle quantità esatte, e/o le cui formulazioni farmaceutiche non rispettano i requisiti richiesti in relazione, ad esempio, all’origine delle materie prime o alla scadenza o alla biodisponibilità del prodotto finito;
  3. Medicinali che all’esterno appaiono simili a quelli autentici ma contengono principi non attivi o sostanze di per sé non nocive;
  4. Medicinali che appaiono all’esterno simili a quelli autentici ma  che non hanno gli stessi principi attivi e contengono, per giunta, sostanze nocive. 
 

Il contrasto alla contraffazione in Italia

Per contrastare la contraffazione, l’Italia, prima di altri Paesi, ha compreso il valore della cooperazione istituendo la Task Force nazionale ‘Impact Italia’, della quale fanno parte le principali istituzioni interessate al fenomeno della contraffazione ovvero AIFA, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute-NAS, Ministero dello Sviluppo Economico ed Agenzia della Dogane. 
  Per approfondire guarda anche “Efficacia del vaccino contro l'epatite C“
TAG: Farmacologia | Igiene e medicina preventiva
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