Roma, 2 lug. (Adnkronos Salute) - L’emergenza Coronavirus ha ridisegnato la mappa delle terapie intensive sul territorio italiano, spesso in modo permanente e con un’ampia variabilità regionale. La Lombardia ha aumentato in maniera significativa (+79%) il numero dei posti letto in terapia intensiva durante l’emergenza (fino a 679) e prevede di mantenerne la gran parte (585) nel piano di riorganizzazione dell’attività ospedaliera. Al contrario, il minor aumento di posti letto in terapia intensiva si registra in Umbria (+50% previsti nella delibera di riorganizzazione ospedaliera).
La nuova mappa emerge dall'ultimo Instant Report Covid-19 dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica, sede di Roma. Gli esperti evidenziano come, in generale, gli aumenti maggiori durante la fase emergenziale si sono registrati in quelle regioni in cui il virus ha circolato con maggiore intensità (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna) o in quelle regioni che partivano da una dotazione bassa di posti letto in terapia intensiva (Campania e Liguria).
Un orientamento che sembrerebbe poi confermato dai piani di programmazione regionale approvati in risposta al Dl 34/2020, che prevedono, dunque, un aumento dei posti letto in terapia intensiva. Nello specifico, si registra in Emilia-Romagna +43%, in Piemonte +91%, nelle Marche +91%, Umbria +83%, Abruzzo +54%, Liguria +29%, Trentino-Alto Adige +125%, Toscana + 47%, Sardegna +76%, Campania + 149%, Calabria + 92%.
"Cominciamo ad intravedere le tracce del nuovo Ssn che emergerà dal passaggio dell’uragano Covid - commenta Americo Cicchetti, coordinatore del gruppo di lavoro e professore ordinario di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica - Le prime evidenze mostrano ancora una volta strategie ed approcci diversi: alcune regioni si mostrano più 'prudenti' garantendosi una dotazione molto più ampia di posti letto in terapia intensiva rispetto a quelli che erano gli standard pre-Covid. Altre si attestano su valori pre-Covid".
In termini percentuali, i nuovi Piani prevedono un consistente aumento dei posti in terapia intensiva, rispetto a quelli già attivati durante la fase 1, in 6 regioni: fra queste, +52% in Sardegna, +51% in Calabria, +32% in Campania, +32% in Umbria e +2% Abruzzo.
Al contrario, in altre 6 regioni che rappresentano il 78% dei contagiati, il numero di posti letto in terapia intensiva previsti dalla riorganizzazione ospedaliera è, seppur con notevoli differenze nella distribuzione, inferiore rispetto al numero di posti attivati durante l’emergenza Covid-19. La Liguria registra lo scostamento percentuale più alto mantenendo solo 87 dei 244 posti attivati durante la fase emergenziale. Un notevole decremento si registra anche in Piemonte (-61%).