Roma, 15 giu. (Adnkronos Salute) - Si può stare all'aperto senza mascherina? E' una delle 10 domande rivolte dall'Adnkronos Salute a 18 esperti: rispondono virologi, epidemiologi, infettivologi, rianimatori e altri clinici, ma anche l'Organizzazione mondiale della sanità e il premio Nobel per la medicina Bruce Beutler.
"Dipende dalle indicazioni delle Regioni, che sono diverse, ma anche da dove e con chi siamo: se camminiamo da soli al parco è anche possibile, se siamo in una zona affollata no - risponde Roberto Cauda, docente di Malattie infettive all'Università Cattolica del Sacro Cuore - Io uso la mascherina sempre anche all'aperto, perché - confida - è poco pratico toglierla e metterla, inoltre sono convinto che l'uso della mascherina sia più efficace se più diffuso. Infine, pensiamo che potremmo avere accanto un asintomatico: non abbiamo modo di riconoscerlo".
Il rischio di contagiarsi all'aperto "è inferiore, ma non è pari a zero", ammonisce Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano. "Questione di probabilità", dunque, o di un corretto uso della mascherina da parte di tutti secondo le indicazioni delle autorità sanitarie.
"Sono sicuro che sia possibile essere infettati anche all'aperto, anche se la probabilità è notevolmente inferiore rispetto a uno spazio chiuso", evidenzia Bruce Beutler, immunologo e genetista americano, premio Nobel per la Medicina 2011.
Parte da una premessa Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, e cioè che "il lockdown è stato decisivo" per contenere l'epidemia di Covid-19. "Va ricordato che ci si può contagiare ovunque. Una mano maldestra - ragiona - fa più danni di una mascherina mancata. Rispetto del prossimo, rispetto delle regole e soprattutto buonsenso. Facciamolo ancora per un po' e ne usciamo tutti per sempre".
"La mascherina è sempre meglio portarla, a meno che non si faccia attività sportiva e in questo caso bisogna ovviamente mantenere la distanza di almeno 2,5 metri, distanza che si deve mantenere anche all’aperto camminando", raccomanda Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.
"Ci sono i dati sui coronavirus del raffreddore - fa notare Giorgio Palù, past president della Società europea di virologia e professore emerito di Microbiologia dell'università di Padova - che affermano come l'emivita all'aperto sia di meno di un'ora; dati più recenti, dimostrano che se esposto a essiccamento dell'aria, al caldo, ai raggi ultravioletti, il virus sopravvive pochi minuti. Se non c'è assembramento, da solo non ho il minimo rischio di infettarmi all'aperto, quindi la mascherina posso non portarla".
Parere analogo quello del virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta: "​Al momento - spiega - non ci sono studi controllati che indichino che l'uso universale delle mascherine, cioè fuori da ospedali, Rsa, ambienti a rischio, riduca la diffusione di questo virus tra la popolazione".
"L'Oms - dichiara il portavoce Tarik Jašarević - ha aggiornato le sue linee guida sull'uso delle mascherine, incorporando nuovi risultati di ricerca: si raccomanda l'uso di mascherine mediche alle persone malate di Covid-19, a chi si prende cura di loro a casa e agli operatori sanitari quando trattano pazienti sospetti o confermati Covid-19. Nelle aree a trasmissione diffusa, l'Oms consiglia a tutte le persone che lavorano nelle aree cliniche di una struttura sanitaria di indossare una mascherina medica; nelle aree con trasmissione all'interno della comunità, le persone di età pari o superiore a 60 anni, o quelle con malattie croniche, devono indossare una mascherina nelle situazioni in cui non è possibile il distanziamento fisico. I governi dovrebbero incoraggiare il grande pubblico a indossare mascherine laddove vi sia una trasmissione diffusa e il distanziamento fisico sia difficile, ad esempio sui trasporti pubblici, nei negozi o in altri ambienti confinati o affollati. Secondo l'Oms, comunque, le mascherine fanno parte di un 'pacchetto' di misure di prevenzione e controllo delle infezioni insieme al distanziamento fisico e all'igiene delle mani. L'uso di una mascherina da solo non è sufficiente per fornire un livello adeguato di protezione".
"Il rischio di contagio all’aperto è davvero bassissimo - rassicura l'immunologa Antonella Viola, direttrice scientifica dell'Irp (Istituto di ricerca pediatrica)-Città della speranza di Padova - I contagi avvengono in luoghi chiusi, quando più persone interagiscono per diverso tempo e senza mascherine. All'aperto si può tranquillamente evitare la mascherina", sostiene la specialista, "ricordando però di evitare assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza dalle persone".
Per Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immuno-infettivologia del Policlinico Umberto I di Roma, "se all'aperto siamo in un gruppo di persone dove è impossibile rimanere alla distanza giusta ci si può certamente contagiare. Ma stare all'aperto senza mascherina è possibile se ci sono condizioni di sicurezza, rispettando le distanze. In caso contrario la mascherina è utilissima ad ridurre le possibilità di contrarre il virus".
Per contagiarsi all'aperto, precisa, Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa e coordinatore scientifico della task force pugliese per l'emergenza coronavirus, "serve un contatto stretto e prolungato. La mascherina all'esterno va indossata solo quando si è può esserci questo tipo di contatto".
Secondo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico Istituto Spallanzani, "si può stare tranquillamente all'aperto senza mascherina, rispettando le distanze sociali". Ma è necessario ricordare che "è possibile contagiarsi anche all'aperto, se una persona che ha contratto il virus, per esempio, ci starnutisce a distanza molto ravvicinata".
Per Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano, "si può stare all'aperto senza mascherina se si rispettano le distanze. Non ci si può contagiare se si rispettano le distanze".
Parere analogo quello di Giuseppe Novelli, genetista dell'Università di Tor Vergata: "Se non c’è nessuno intorno a noi, si può stare senza mascherina".
"Per quanto riguarda l'uso delle mascherine, in Italia abbiamo interpretato forse in maniera troppo restrittiva - sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova e componente della task force Covid della Regione Liguria - questa misura. L'Oms e molti Paesi hanno detto che era raccomandata per prevenire la diffusione dell'infezione. In Italia molti hanno deciso di renderla obbligatoria nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto. All'aperto l'uso della mascherina ha un senso minore e non è indicata. All'aperto è infatti più difficile contagiarsi, a meno che non si va molto vicino alle persone. I virus non rimangono sospesi in aria e io non mi contagio se cammino".
Per Marco Tinelli, infettivologo e tesoriere della Società italiana di malattie infettive e tropicali: "In generale stando all’aria aperta per strada, nei giardini, al mare, in montagna non vi sono rischi di contagio anche senza mascherina. Il rischio di contagio all’aria aperta dipende dal contatto stretto e prolungato che si può verificare solo in certe situazioni (ad esempio discoteche o riunioni) dove la mascherina è protettiva. Il buon senso della persona fa sempre la differenza".
Invita invece a 'diffidare' di chi non porta la mascherina il virologo Roberto Burioni. In un video sul suo portale 'Medical Facts', diffuso in vita delle riaperture post-fase 1, ha spiegato che "ognuno di noi dovrà portare la mascherina e secondo me la porterà. Quello che consiglierò a tutti e che farò io stesso, vedendo una persona senza mascherina, è stare distante e chiedere di comportarsi in maniera più civile. Indossare la mascherina sarà un gesto di responsabilità come vaccinarsi e far vaccinare i propri figli, per proteggere se stessi e tutti gli altri. Non vediamo chi non fa vaccinare i propri figli, perché non lo vediamo, mentre vedremo chi non indossa la mascherina", ha sottolineato il docente dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E ha aggiunto: "E' indispensabile che autorità e istituzioni ci mettano in condizione di avere mascherine a prezzi controllati e in numero sufficiente. La mascherina diventerà un nuovo capo di vestiario: c'è chi indossa gli occhiali, dovremo indossare la mascherina ogni mattina uscendo di casa".
Lo farà senz'altro Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova e direttore dell'Unità operativa complessa di microbiologia e virologia dell'azienda ospedaliera patavina: "Sicuramente all'aperto è più difficile contagiarsi che in un luogo chiuso, e sicuramente con condizioni climatiche come quelle che stiamo vivendo adesso in Italia è più difficile contagiarsi di quanto non lo sia in inverno. Ma non esiste un rischio zero. E io, personalmente, la mascherina continuerò a usarla, anche all'aperto, finché non vedo che non ci saranno più casi. Allora me la levo. Per una ragione molto semplice: ho visto che effettivamente funziona e ho visto come sta male chi si infetta".