Milano, 26 lug. (Adnkronos Salute) - "Se io potessi fare un appello al ministro della Salute Roberto Speranza è quello di dar seguito al manifesto dei diritti che noi persone con diabete abbiamo portato alla sua attenzione nel 2019. Il messaggio già allora era: più territorio e meno ospedale". Una sfida che passa anche per "la telemedicina. Speriamo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) porti investimenti su questi fronti". Alcuni dei suoi contenuti sono "in linea con quello che abbiamo chiesto nel 2019 e che continuiamo a chiedere. Aspetti strategici su cui speriamo che si colga l'occasione, per realizzarli davvero". A lanciare l'appello è Emilio Augusto Benini, presidente della Fand - Associazione Italiana Diabetici.
"Vivendo la malattia - dice all'Adnkronos Salute - noi sappiamo perfettamente che l'integrazione con i medici di medicina generale è strategica e fondamentale. Il diabete è una malattia territoriale. In ospedale ci vai se hai una complicanza, un'acuzie, un problema all'occhio, al rene o al piede per cui serve uno specialista. Resta dunque fondamentale avere l'integrazione con i medici di famiglia, che la presa in carico della persona con diabete avvenga a livello territoriale", spiega, parlando di "proposte concrete" per far sì che dopo il periodo buio di Covid, "un killer terribile per le persone fragili", arrivi qualcosa di buono. "Perché bisogna guardare al futuro". E per il futuro serve "più territorio, appunto. Per non parlare della continuità terapeutica, della telemedicina, della necessità di maggiori risorse per i nuovi farmaci e le nuove tecnologie, un capitolo su cui ci sono Regioni virtuose che vanno in una direzione e altre invece fortemente arretrate".
Il capitolo tecnologia per Benini è particolarmente strategico: "Oggi la telemedicina è una prestazione riconosciuta. E noi di Fand per telemedicina non intendiamo la semplice telefonata o il messaggio Whatsapp, ma il vero strumento corretto attraverso cui, quando viene fatta la visita a distanza, tutto finisce dentro la propria cartella clinica. Oggi le nuove tecnologie hanno grandi potenzialità in questo settore. Con i sensori in continuo e altri strumenti, i dati sull'andamento glicemico possono essere scaricati su Cloud e lo specialista può vederli a distanza, e contattare il paziente in telemedicina correggendo eventualmente la sua situazione. Destinando le giuste risorse io credo che si possa fare molto. L'Italia è molto variegata anche per quanto riguarda l'avanziamento tecnologico e delle vie della comunicazione. Quindi potrebbero esserci delle complicazioni da risolvere. Speriamo che il Pnrr porti investimenti anche in questo".
Con una consapevolezza, aggiunge: "Alla base di tutto ci deve essere il Fascicolo sanitario elettronico, che sia unico, nazionale. Tutto deve andare lì dentro, un mega database con i dati medici e clinici. E' il punto di partenza se vogliamo che ci sia integrazione. Questo permetterebbe facilitazioni enormi. Ad esempio: se una persona con diabete vado in vacanza in un'altra regione e ha un problema, il medico al quale si rivolge può avere accesso alla sua cartella con tutta la storia clinica. Un altro aspetto sarebbero poi tutte quelle statistiche decisionali che permetterebbero di controllare meglio la spesa: se infatti avessimo tutto informatizzato riusciremmo a capire meglio come ottimizzarla e orientarla".
Su questi punti Fand "insisterà. Nei giorni 1-3 ottobre avremo a Rimini l'assemblea nazionale e l'idea è di dedicare un tavolo a questo, mettendo insieme le società scientifiche e i vari portatori di interessi. Per condividere un documento da riproporre al ministro. che vada proprio in questa direzione".