Roma, 24 mar. (Adnkronos Salute) - Le principali norme di igiene personale, fortemente raccomandate per ridurre il rischio di contagio, fanno parte delle abitudini quotidiane. Durante la seconda ondata epidemica, l’azione di lavarsi spesso le mani resta molto diffusa, anche se meno frequente che durante il lockdown. Le persone hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 8,7 volte (11,6 volte ad aprile 2020) e di averle pulite con disinfettanti, come in pieno lockdown, circa 5 volte nel giorno precedente l’intervista.E' quanto emerge dal report dell'Istat. "I cittadini durante la seconda ondata epidemica: 12 dicembre 2020 - 15 gennaio 2021"
L’8,7% riferisce di aver lavato le mani almeno 20 volte nel giorno precedente l’intervista; questa percentuale varia dal 15% dei 35-44enni (25,0% tra le donne in questa classe di età) al 2% degli anziani di 75 anni e più. Più di quattro persone su dieci (44,2%) hanno pulito le mani con un disinfettante almeno 5 volte. Anche in questo caso il range varia molto in base all’età: si passa dal 21,9% degli ultrasettantaquattrenni a circa il 50% nelle classi di età tra i 35 e i 64 anni. Tra gli occupati è il 55% a disinfettarsi le mani almeno 5 volte al giorno.
Sempre con riferimento alla giornata precedente l’intervista, le persone hanno pulito o disinfettato in media 1,6 volte le superfici della cucina e dei mobili della casa. Lo ha fatto almeno tre volte il 22% della popolazione, con quote più alte tra le donne (33,6%), soprattutto tra i 35 e i 44 anni (43,5%).La disinfezione delle mani e delle superfici è un’abitudine igienica più diffusa nelle regioni del Nord rispetto alle altre aree del Paese. Il 51,3% dei residenti nel Nord hanno disinfettato le mani almeno 5 volte il giorno precedente l’intervista, a fronte del 41,2% dei cittadini del Mezzogiorno e del 33,1% dei residenti nel Centro.