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23/01/2015

Dove e come nasce l'ansia?

L’ansia è un meccanismo fisiologico, che trova radici antichissime nell'essere umano e che serve a riconoscere il pericolo e a difendersi. Un meccanismo che va salvaguardato laddove non diventi patologico, impedendo di distinguere ciò che rappresenta un pericolo da ciò che non lo è.

Un’importante passo in avanti per la comprensione dei meccanismi che regolano l’Ansia patologica è stato fatto da due diversi studi pubblicati nei giorni scorsi su Nature.

Si sapeva già che le zone del cervello coinvolte nell'Ansia sono l’amigdala e il talamo. Un’area importantissima, all'interno della quale vengono interpretati i dati in arrivo e vengono attivate le reazioni in risposta ad eventuali pericoli. Sono le cellule nervose ubicate nell'amigdala ad avere il prezioso compito di codificare la paura.

Quello che hanno scoperto i ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory (Cshl) di New York, guidati da Bo Li, e quelli dell’Università di Porto Rico, coordinati da Gregory Quirk, studiando alcuni topolini, è che l’amigdala centrale viene regolata da un altro gruppo di neuroni che insieme formano il Nucleo paraventricolare del talamo (Pvt). Si tratta di un’area molto sensibile agli input esterni e funziona proprio come un sensore della tensione.

Entrambe queste aree sono collegate dai messaggeri chimici chiamati Bdnf (Brain-derived neurotrophic factor), scoperti negli anni Cinquanta da Rita Levi Montalcini che proprio per questa scoperta fu insignita nel 1986 del premio Nobel. I Bdnf sono già noti per essere coinvolti nello sviluppo di disturbi d’ansia e i ricercatori sperano di poter approfondire il loro ruolo per trasformarli eventualmente in bersagli di nuove terapie farmacologhe contro l’ansia e le fobie.

TAG: Neurologia | Psicologia | Malattie neurologiche | Salute mentale