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Eu-Menu, il progetto per mappare le abitudini alimentari
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Eu-Menu, il progetto per mappare le abitudini alimentari

L'obiettivo del progetto sarà quello di creare una banca dati su scala europea in materia di sicurezza alimentare.
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Conoscere i consumi alimentari degli italiani e degli europei grazie all'aiuto dei medici. L'Authority alimentare del Vecchio continente, l'Efsa, recluta camici bianchi di 23 Paesi per un grande progetto europeo per la sicurezza alimentare. Il programma - che si chiama Eu-Menu - si propone di mappare le abitudini in fatto di cibo sui diversi territori nazionali. L’obiettivo, alla fine dei quattro anni, sarà quello di creare una banca dati su scala europea sul tema.

Gli elementi raccolti saranno analizzati per identificare e monitorare il rischio di esposizione a sostanze pericolose presenti nel cibo, determinando sia i livelli presenti negli alimenti, sia il consumo di questi alimenti secondo le diverse abitudini. Lo spiega, in una nota, la Fnomceo che aderisce all'iniziativa e richiede la collaborazione degli Ordini provinciali per la divulgazione e la promozione del progetto.
Dal progetto uscirà una grande fotografia dei consumi alimentari in termini qualitativi e quantitativi, che potrà essere poi sfruttata anche per incidere, in maniera mirata, su politiche sanitarie volte al raggiungimento di stili di vita orientati alla prevenzione della patologie croniche.

Per la raccolta dei dati, l’Efsa, spiega la Fnomceo, ritiene indispensabile coinvolgere personale altamente specializzato - medici di strutture pubbliche e private, di medicina generale, pediatri, specialisti in scienza dell’alimentazione, biologi, nutrizionisti e dietisti - da formare in maniera specifica attraverso due corsi (uno per la rilevazione in fascia pediatrica, l’altro in età adulta), accreditati Ecm e gratuiti, da svolgere ciascuno in due fasi, una Fad e una residenziale. Il corso viene organizzato dal ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea).

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