#AfterMeningitis: è l’hashtag scelto per la Giornata Mondiale contro la Meningite (World Meningitis Day 2019), che si celebra il 24 aprile: la vita dopo la meningite è dunque il tema chiave di quest’anno. Promotrice dell’iniziativa internazionale è la Confederation of Meningitis Organizations, l’unione di 43 associazioni del mondo,  impegnate a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave malattia, insegnando a riconoscerne i sintomi e diffondendo l’importanza della prevenzione.

Giornata Mondiale contro la Meningite: i sintomi della malattia

La meningite è un’infezione del sistema nervoso centrale. Le meningi, ovvero le membrane che proteggono il cervello e il midollo spinale, si infiammano in modo estremamente grave. La malattia ha origini infettive e può essere causata da virus, batteri o funghi. Può colpire a ogni età, ma sono più a rischio i neonati, le persone anziane e quelle con un sistema immunitario indebolito.

La forma causata da virus è più frequente e di solito meno grave. Più rara, ma dalle conseguenze serie, a volte fatali, è invece la meningite batterica. L’infezione viene trasmessa per via aerea (attraverso la saliva, tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla). I sintomi della meningite sono solitamente la febbre alta, l’irrigidimento della parte posteriore del collo, mal di testa, convulsioni, nausea e vomito, alterazioni dello stato di coscienza fino al coma e, nei neonati, il rigonfiamento nella fontanella anteriore.

Per prevenire la forma più grave di meningite, quella batterica, la vaccinazione è il metodo più efficace. La diagnosi precoce e la rapidità di intervento sono anche essenziali e possono fare realmente la differenza sulla sopravvivenza della persona e sulle eventuali conseguenze della malattia.

Giornata Mondiale contro la Meningite: la campagna #AfterMeningitis

La meningite colpisce in poche ore, ma gli effetti durano per tutta la vita

spiegano gli organizzatori della campagna internazionale. Per questo la Giornata Mondiale contro la Meningite 2019 si concentra proprio sulle possibili, gravissime, conseguenze della malattia: sordità, disfunzioni organiche, perdita di arti, paralisi cerebrali, danni al cervello ed epilessia.

La comunità internazionale che si batte contro la diffusione di questa malattia, soprattutto nelle zone più a rischio come l’Africa Sub-Sahariana, vuole perciò sottolineare l’importanza dei vaccini, la loro diffusione e la maggiore accessibilità a tutte le categorie sociali e in ogni parte del Pianeta.

“Dal 2000 al 2015 – spiegano gli organizzatori della Giornata Mondiale – si stima che il vaccino anti Hib (Haemophilus influenzae di tipo b) abbia evitato 1,2 milioni di morti nel mondo”. Esistono anche dei vaccini per la forma meningococcica B e meningococcica C, i due ceppi circolanti in Italia.

C’è poi un vaccino quadrivalente per il meningococco, che viene soprattutto impiegato per soggetti che devono viaggiare verso le aree endemiche. Sono presenti vaccini efficaci per lo pneumococco. Quest’ultimo vaccino, non obbligatorio, con quello contro il meningococco, è da molti medici fortemente raccomandato nei soggetti che per età o per altre condizioni presentano un maggior rischio di esposizione alla malattia. Sul sito ufficiale della campagna mondiale si possono scaricare un toolkit aggiornato e delle slide esplicative sulla meningite e sulla sua prevenzione.