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01/03/2016

Il Viagra femminile è un flop, la conferma arriva dagli USA

il viagra femminile e un flop la conferma arriva dagli usa
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere

Il viagra femminile? Scarsi effetti sulla libido delle donne. 

È questo, in estrema sintesi, il risultato a cui è arrivato uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine e condotto da alcuni ricercatori europei, concentrandosi sulla flibanserina, farmaco immesso nel mercato con il nome di Addyi nell'agosto del 2015, dopo l'approvazione della Food and Drug Administration, con lo scopo di incrementare il desiderio sessuale nelle donne in pre-menopausa.
 

I risultati della ricerca

In realtà, però, stando ai risultati della ricerca, non solo vi sarebbe un beneficio aggiuntivo alla libido di appena metà di un incontro sessuale soddisfacente al mese ma provocherebbe anche fastidiosi effetti collaterali (che aumenterebbero con il consumo di alcol).
Gli studiosi, infatti, prendendo in considerazione 5.914 donne, coinvolte in otto ricerche diverse (cinque delle quali già pubblicate tra il 2011 e il 2014), hanno riscontrato vari casi di nausea, vertigini, sonnolenza e stanchezza, dando così un duro colpo alla pillola ‘rosa’ che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto bissare il successo di quella ‘blu’, ovvero il citrato di sildenafil che viene utilizzato per il trattamento della disfunzione erettile negli uomini.
 
Leggi anche:
La FDA autorizza l’immissione in commercio del flibanserin.


Risultati, quindi, molto diversi da quelli presentati dalla FDA come supporto per l'approvazione del farmaco, per cui le donne, una volte assunto il farmaco (di notte e non prima dell'atto sessuale, al contrario del 'viagra'), avrebbero avuto una media di un incontro sessuale soddisfacente al mese.  Una delusione, pertanto, per gli attivisti per i diritti delle donne che sostenevano che fosse ingiusto che gli uomini avevano numerosi farmaci per aumentare la funzione sessuale, mentre le donne non avevano nulla di simile.
 

La difesa della casa farmaceutica

Non ci sta, naturalmente il Dr. Tage Ramakrishna, capo ufficiale medico di Valeant, l'azienda che ha la proprietà del farmaco, per cui l’analisi avrebbe, invece, confermato i risultati delle sperimentazioni cliniche, non fornendo nulla in più di ciò che si sapeva. "Inoltre - ha aggiunto Ramakrishna -  il modo in cui l'analisi è stata fatta, combinando dati di diversi studi, ha un peso statistico inferiore alle analisi randomizzate”.
Un'altra prova, però, del fatto che ci sia qualcosa che non quadra è rappresentata dai dati delle vendite: dall'inizio dell'anno a oggi, Addyi non è stata 'protagonista' di neanche 300 prescrizioni a settimana, ben al di sotto, dunque, della stima di vendita sperata dalla Valeant, che ha fissato l’obiettivo di arrivare, entro la fine del 2016, a un introito che va dai 100 ai 150 milioni di dollari (mentre, così continuando, si arriverà ad appena 11 milioni).

Per approfondire guarda anche “Cibo e sessualità”:
TAG: Salute femminile | Sessualità | Organi Sessuali
Walter Giannò
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Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere