Milano, 24 set. (AdnKronos Salute) - C'è l'iper apprensivo, in genere maschio, che alla prima linea di febbre si precipita al Pronto soccorso. All'opposto c'è lo stakanovista, che resiste stoicamente e piuttosto di rassegnarsi al letto si trasforma in untore seriale. In mezzo ci sono il disinformato che si affida ai consigli altrui e si mette in mano a 'dottor Google', e il frettoloso che insensibile alle suppliche dei colleghi freme per tornare alla scrivania rischiando ricadute o nuovi contagi. Sono quattro identikit dell'italiano con l'influenza, descritti oggi a Milano da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica) che ha condotto un'indagine sui comportamenti più diffusi tra chi cade sotto i colpi dei virus di stagione.
La maggioranza dei connazionali - il 55%, con una prevalenza di donne (61,7%) rispetto agli uomini (48,5%) - dichiara un comportamento corretto in caso di influenza: si mette a riposo, assume farmaci di automedicazione e contatta il medico solo se dopo 3 giorni non nota un miglioramento. "I farmaci di automedicazione", riconoscibili dal bollino rosso che sorride sulla confezione, "insieme a riposo e corretta alimentazione sono il rimedio migliore contro l'influenza", conferma il virologo Fabrizio Pregliasco, che nel capoluogo lombardo è ricercatore del Dipartimento di Scienze biomediche dell'università Statale e direttore sanitario dell'Irccs ortopedico Galeazzi.
Nel 64% dei casi gli italiani scelgono proprio l'automedicazione quale primo rimedio in caso di influenza. A seguire i 'rimedi della nonna' come bevande calde, spremute o latte e miele, opzioni preferite dal 24%. Ancora alta la percentuale di chi crede che gli antibiotici siano un rimedio efficace contro l'influenza (16,2%), soprattutto tra i giovanissimi (29,2%). L'assunzione fai-da-te è invece "uno degli errori da evitare in caso di influenza", ammonisce l'esperto. Gli antibiotici, infatti, in quanto medicinali antibatterici "sono del tutto inefficaci nella lotta ai virus. A differenza dei farmaci di automedicazione, non vanno mai presi senza la prescrizione medica specifica per quel caso".
Stando all'indagine, sembra arrivato il messaggio sull'importanza della prevenzione: la maggior parte degli italiani mette in atto comportamenti corretti come evitare gli sbalzi di temperatura (55,2%) e lavarsi spesso le mani (41,3%). C'è invece ancora da fare sul fronte vaccini: se "nei soggetti a rischio come gli anziani c'è un trend in crescita, arrivando al 52% di anziani vaccinati - rileva Pregliasco - prendendo tutta la popolazione i vaccinati contro l'influenza sono circa il 14%". Zoomando sulla quota di connazionali che all'attacco virale non reagisce come dovrebbe, ecco le fotografie scattata da Assosalute:
IPER APPRENSIVI - Sono soprattutto uomini (il 18,4% verso il 15% delle donne) e, in caso di influenza, contattano subito il medico o addirittura vanno al Pronto soccorso. "Anche se non è un comportamento rischioso per la propria salute, recandosi dal medico o al Pronto soccorso ai primi sintomi influenzali si rischia di intasare il servizio e infettare gli altri", precisa lo specialista.
STAKANOVISTI - Un altro comportamento comune, ma sbagliato, è quello di trascurare l'influenza: il 22,4% (il 24,6% tra gli uomini e il 20,2% tra le donne) cerca di continuare la vita di sempre, caso mai assumendo farmaci con la convinzione di azzerare in fretta i sintomi. "Mai fare gli eroi - suggerisce invece Pregliasco - Inoltre, che si tratti di influenza o di patologie simil-influenzali, è corretto assumerei farmaci di automedicazione per attenuare i sintomi e seguire l'andamento della malattia. Fondamentale è leggere sempre il foglietto illustrativo senza mai esagerare nelle dosi per azzerare i sintomi, altrimenti si fa il gioco del virus, rischiando che non passi e aumentando il rischio di eventuali complicanze".
DISINFORMATI - Una percentuale di persone si affida al consiglio di amici e parenti o a ricerche su Internet per curare l'influenza. Ricorrere al web è un comportamento diffuso soprattutto tra gli uomini (l'8,8%, rispetto all'1,2% delle donne). Ma "se dopo 3 giorni di riposo e trattamento con i farmaci di automedicazione l'influenza non passa - raccomanda l'esperto - bisogna rivolgersi al medico di base. In generale, meglio non fidarsi del passaparola, reale o virtuale, ma sempre del consiglio di chi il farmaco lo dispensa o lo prescrive".
FRETTOLOSI - Ovvero quelli che non aspettano di essere guariti completamente dall'influenza e riprendono prima del tempo la vita di sempre. "Se la guarigione non è completa - avverte Pregliasco - aumenta il rischio di esporsi con maggiore facilità a sovra-infezioni batteriche delle vie respiratorie. Non bisogna avere fretta e, anche quando si torna alla vita di sempre, meglio riprendere gradualmente i ritmi consueti per evitare di stressare il sistema immunitario esponendoci al rischio di complicanze".