17/11/2015

Inmyplace: che cosa vuol dire convivere con una disabilità?

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Cosa significa vivere con una disabilità? Per saperlo e per sensibilizzare l'opinione pubblica su come sia difficile la vita di una persona disabile è partita la campagna #inmyplace, in vista della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità in programma per il 3 dicembre.


#inmyplace: tante storie per capire il problema della disabilità

Il progetto è stato lanciato dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), che unisce le più attive associazioni di persone con disabilità e le loro famiglie. 
Sul sito www.inmyplace.it c'è una raccolta di tante storie di persone che convivono con una disabilità e che spesso si trovano a dover limitare i propri sogni e la propria vita quotidiana per barriere imposte dagli altri e a causa del pregiudizio.
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C'è Giovanna che scrive “Le difficoltà maggiori sono l’ottusità delle persone, posti auto occupati, scivoli dei marciapiedi, file ai supermercati, alle poste, la scuola, dove a parole sei accettato ma nei fatti no: a mio figlio è stata negata la possibilità di visitare l’EXPO con i compagni, senza nessun avviso”.

C'è Elio “Vedo con terrore i folli massacri a Parigi. Non posso fare a meno di pensare cosa accadrebbe a me. In quelle situazioni, disabile e in carrozzina, non riuscirei nemmeno a buttarmi a terra. Sarei il bersaglio più facile. Anche nelle situazioni di pericolo siamo i più esposti e non abbiamo scampo”.

E c'è Alberto: “Sono un ragazzo grande e con grandi problemi: non so parlare, non so camminare e nemmeno riesco a mangiare da solo. Volete sapere come riesco a risolvere tutte queste cose? Grazie alla mia famiglia ma soprattutto a mia sorella, che si prende cura di me tutti i santi giorni!”.

Vincenzo Falabella presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap spiega che l'obiettivo della campagna è quello di prendere per pochi minuti il posto di una persona disabile per scoprire che esistono barriere fisiche ma soprattutto barriere mentali basate sul pregiudizio e la paura. 

È possibile, quindi, "prendere il posto" di una persona disabile, leggendo la sua storia e condividendola sui social network.

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TAG: Neurologia | Ossa e muscoli | Malattie neurologiche
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