Come convivere con un malato di Alzheimer

come convivere con un malato di alzheimer
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere

L’Alzheimer è una malattia che colpisce il cervello, provocando la morte di un gran numero di cellule nervose. Ciò influisce soprattutto sulla capacità del malato di ricordare e di pensare con lucidità. Per queste ragioni, convivere con un malato di Alzheimer è decisamente impegnativo.

Come comunicare?

La difficoltà nel ricordare eventi, anche recenti, tipica delle persone malate di Alzheimer rende molto difficile la comunicazione. I pazienti fanno fatica a trovare le parole giuste per esprimere un pensiero o molto spesso dimenticano ciò che vogliono dire.
In sintesi, alcune difficoltà dei pazienti con l’Alzheimer sono:

  • difficoltà a trovare le parole giuste quando si parla;
  • problemi a comprendere il significato delle parole;
  • attenzione deficitaria durante conversazioni lunghe;
  • perdita del flusso del pensiero quando si parla;
  • difficoltà a ricordare passaggi essenziali del quotidiano, come cucinare un pasto, pagare le bollette, vestirsi o fare il bucato.
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Consigli per chi assiste un malato di Alzheimer

  • Come interagire: pretendere il contatto visivo per ottenere, così, l’attenzione dal malato e chiamarlo per nome; utilizzare il linguaggio del corpo ed essere consapevoli del proprio tono. Le braccia conserte, ad esempio, significano che si è arrabbiati. Se la comunicazione crea problemi, si può provare con qualche distrazione come uno spuntino o una passeggiata fuori casa.
  • Come incoraggiare la comunicazione: maniere amorevoli; tenere la mano durante la conversazione; lasciare che sia il paziente a prendere le decisioni; avere pazienza con le esplosioni d’ira; prendersi una pausa per se stessi se la situazione diventa frustrante.
  • Come parlare efficacemente: offrire semplici istruzioni passo dopo passo; ripetere le istruzioni e dare più tempo per rispondere, cercando di non interrompere; non parlare del malato come se non ci fosse.
  • Cosa dire: “proviamo così”, invece che indicare gli errori; “fai in questo modo”, invece che “non fare questo”; “grazie per l’aiuto” anche se i risultati ottenuti non sono perfetti.

Come affrontare i cambiamenti umorali?

La morte delle cellule nervose compromette il corretto funzionamento delle capacità cerebrali e ciò determina un forte cambiamento di personalità: i malati di Alzheimer possono comportarsi in modo totalmente diverso da quello abituale.

Alcuni cambiamenti di personalità comuni sono:

  • frequente stato di ira o di preoccupazione;
  • apatia;
  • nascondere le cose o credere che altre persone facciano altrettanto;
  • vagare lontano da casa;
  • mostrare un comportamento sessuale insolito;
  • colpire le persone;
  • indossare gli stessi vestiti ogni giorno.

Una persona affetta da tale patologia neurodegenerativa, inoltre, può sentirsi triste e timorosa, stressata, confusa, addirittura ansiosa; può provare fastidio per i rumori, come quelli provenienti dalla TV, dalla radio o da persone che parlano contemporaneamente. Come comportarsi di fronte a tali situazioni?

  • Chiedere o dire una cosa alla volta;
  • seguire una routine quotidiana;
  • rassicurare;
  • focalizzarsi sui sentimenti, dicendo ad esempio: “Sembri preoccupato…”;
  • non discutere e non tentare di ragionare;
  • non mostrare la propria rabbia o frustrazione. Meglio respirare profondamente e contare fino a dieci;
  • usare l’umorismo quando possibile;
  • scegliere scarpe comode e robuste;
  • provare a distrarre il paziente con musica, canti, balli.

I malati di Alzheimer hanno bisogno di cure e attenzioni quotidiane e se, per ragioni professionali o familiari, è impossibile seguirli come si dovrebbe, il suggerimento è di rivolgersi a centri e/o figure specializzate.


Per approfondire guarda anche: “Malattia di Alzheimer“

 

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