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Intervento straordinario al Gemelli: asportato tumore mammario di 15 chili

Intervento straordinario al Gemelli: asportato tumore mammario di 15 chili

Un intervento sicuramente fuori dal comune ed eccezionale quello che è stato portato a termine con successo al Policlinico Gemelli di Roma.
In questo articolo:
Un intervento sicuramente fuori dal comune ed eccezionale quello che è stato portato a termine con successo al Policlinico Gemelli di Roma, presso l'Unità operativa di Chirurgia senologica. Un'operazione piuttosto complicata che ha permesso di asportare un Tumore al seno grosso ben 15 chili, grazie all'equipe del professor Riccardo Masetti, che dirige la struttura afferente all'Area Salute della Donna del nosocomio.

La paziente, una donna di sessant'anni, è stata dimessa e sta già bene, ma ha atteso molti anni prima di ricorrere all'intervento, letteralmente terrorizzata dalla paura. Anni in cui il Cancro mammario ha deturpato corpo e mente della donna e della famiglia. Un caso quasi unico per le dimensioni cui era arrivata la neoplasia, cresciuta in modo abnorme. A ‘costringere’ la donna a chiedere aiuto, dopo così tanto tempo, è stato il subentrare di complicanze. Solitamente, infatti, il blocco di molte donne nell'affrontare l'intervento si supera proprio perché si verificano sanguinamenti che diventano problematici.
 

Il tumore al seno 

Il cancro mammario è una malattia potenzialmente grave se non viene curata in tempo. La causa è da riscontrare nella moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. Se è vero che si possono formare tumori da tutti i tessuti del seno, quelli più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei dotti.
 

Sintomi 

Le forme allo stato iniziale solitamente non provocano dolore. Ecco perché è importante cercare invece eventuali noduli palpabili o addirittura visibili. Segni simili in genere però si riscontrano in una forma tumorale già avanzata. È bene in ogni caso fare attenzione anche a delle alterazioni del capezzolo, alle perdite da un capezzolo o alla forma del seno. Buona parte dei tumori però non danno segni visibili, motivo per cui è necessario ricorrere alla mammografia o all'ecografia nelle donne più giovani.
 

L'intervento

L'operazione sulla donna sessantenne, come raccontato su RaiNews 24 ha avuto una durata di circa tre ore e ha consentito l'asportazione completa del tumore. Per chiudere la ferita, l'equipe del Gemelli non ha avuto la necessità di ricorrere a trasferimenti cutanei da altre parti del corpo della donna. Una delle difficoltà riscontrate è stata il controllo dell'enorme vascolarizzazione, insieme al distacco della lesione dalle strutture muscolari della parete toracica. Ma, per fortuna, non si sono verificate problematiche significative nell'asportazione. Positivo anche il decorso post operatorio. La donna, infatti, è stata già dimessa senza particolari conseguenze. Ora, bisognerà attendere i risultati dell'esame istologico per capire come muoversi e scongiurare il progredire, nel tempo, della malattia. Tumori di tali fattezze, però, solitamente non sono da considerarsi aggressivi perché il loro sviluppo e crescita avviene molto lentamente.
Leggi anche:
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Il parere dell'esperto

A riguardo il professor Masetti spiega che "purtroppo non è la prima e nemmeno l'ultima paziente che si presenta alle cure mediche con un tumore molto grande, ma certo posso dire di non aver mai visto in 35 anni di carriera una Neoplasia di queste dimensioni. Si arriva malauguratamente ancora a situazioni così estreme perché a volte la paura del tumore è talmente paralizzante da creare un circolo vizioso: ti accorgi di avere un tumore, la paura ti blocca e il tumore continua a crescere; all'angoscia per la malattia poi si somma un senso di vergogna e mortificazione perché ci si rende conto della propria manchevolezza e insorge la preoccupazione di essere rimproverata per esempio dai familiari". Inutile nascondere che sembra quasi impossibile che nell'era delle prevenzione si possa arrivare alla formazione di tumori di tali dimensioni. "Questo - continua lo specialista - ci deve far riflettere e interrogare su cosa non vada nelle nostre campagne di promozione della prevenzione e della diagnosi precoce. Dobbiamo trovare modalità più efficaci per fare educazione e in particolare per aiutare le donne a superare la forte paura che ancora generano i tumori, paura che talvolta paralizza e impedisce di chiedere assistenza medica".
Per approfondire guarda anche "Cancro al seno"
Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2016
4 minuti di lettura

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