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28/05/2015

Intrappolato 43 minuti sott'acqua, torna in vita grazie a una tecnica innovativa

I media hanno gridato al miracolo, e in effetti ciò che è accaduto al piccolo Michi, 15 anni, ha davvero dello straordinario. Il 24 aprile scorso Michi si è tuffato nel Naviglio Grande per fare un bagno, ma è rimasto intrappolato a due metri di profondità per un tempo infinito. Per 43 minuti il ragazzino è rimasto immerso nell'acqua fredda e senza respirare.

Quando i Vigili del fuoco lo hanno riportato in superficie la sua temperatura corporea era di 29 gradi e il suo cuore era fermo. Lo avevano dato per morto gli amici, i familiari, i soccorritori. Nessuno può sopravvivere 43 minuti sotto’acqua.

Invece non si è arreso Alberto Zangrillo dell'ospedale San Raffaele, che dirige l’equipe di Rianimazione cardio-toraco-vascolare. Zangrillo e i suoi hanno usato l'Ecmo, una macchina salva-polmoni, confidando nella temperatura corporea del ragazzo che era già bassa. Questa ipotermia ha protetto i centri vitali di Michi mentre la macchina procedeva ad un’assistenza meccanica con circolazione extracorporea.

Una tecnica di rianimazione di ultima generazione, usata nei casi più gravi, che sfrutta il freddo per preservare l’integrità degli organi vitali e sostiene l’attività del Cuore e degli altri organi permettendo all'Organismo di riprendersi.

A Michi hanno dovuto amputare una gamba a causa di un’alterazione della perfusione periferica, ma è vivo e sta recuperando.

I medici spiegano che nell'ultimo mese il ragazzo ha recuperato gradualmente l’autonomia delle sue funzioni vitali, non ha problemi alla memoria o alla parola e piano piano è stato staccato dall'Ecmo.

TAG: Anestesia rianimazione e terapia intensiva | Medicina d'emergenza-urgenza