11/12/2015

Quali piante inserire nel verde pubblico per ridurre le allergie?

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Contro le allergie ai pollini è importante fare attenzione al verde urbano 

Per contrastare la diffusione delle allergie ai pollini e alle piante le istituzioni dovrebbero porre particolare attenzione ai tipi di piante che vengono piantati nei contesti urbani. Ne hanno discusso i circa 500 allergologi e pneumologi che si sono riunti nei giorni scorsi a Genova in occasione di un convegno internazionale patrocinato dall’Italian Network in Allergy, Immunology & Asthma, dalla Società di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), dalla Società di medicina respiratoria (Simer), dall’Ordine dei medici di Genova e dall’Università del capoluogo ligure. 

Il presidente della Siaaic, Giorgio Walter Canonica, ha spiegato che rispettare le regole per la distribuzione della flora cittadina è estremamente importante per ridurre l'impatto sulla salute dei soggetti che soffrono di malattie allergiche e cardiorespiratorie.
 

Che cosa raccomandano gli esperti?

Nel decalogo stilato dagli esperti, che stato discusso durante il congresso, si leggono precise indicazioni per scegliere quali piante inserire nei contesti urbani. Ad esempio piante entomofile, cioè quelle che si affidano agli insetti per l'impollinazione e che producono una minore quantità di polline, evitando le piante anemofile, come betulla, ulivo o cipresso, i cui pollini vengono propagati con il vento.
 Scegliere piante come la camelia, il libruno, il gelsomino, cioè che fioriscono in estate oppure in inverno e non in primavera.
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Famiglie allergeniche
Sono sei le principali famiglie allergeniche: cupressacee, corilacee, betullacee, urticacee, graminacee, oleacee.
E ancora, garantire una potatura delle siepi e falciare i prati prima della fioritura e dell'emissione del polline, inoltre monitorare il calendario dei pollini per sfalciare le graminacee, estremamente allergeniche; prevedere la falciatura e la potatura solo nelle ore notturne e nelle giornate poco ventose.
 Intervenire contro la diffusione endemica dell'ambrosia, presente soprattutto nell'area padana, diserbando le aree; procedere alla bonifica dei luoghi pubblici e di aggregazione nei quali siano presenti piante responsabili di dermatiti allergiche, come le margherite, i crisantemi, ortica e parietaria, ed altre piante allergizzanti. Infine seguire l'andamento del calendario dei pollini prima di organizzare eventi pubblici.
 
In generale gli esperti consigliano alle amministrazioni comunali di orientarsi, nella scelta delle piante per il verde pubblico, su tipologie poco allergizzanti, come ad esempio olmo, castagno, faggio, leccio, rovere, abete, pino.

Per approfondire guarda anche: "Guarda anche "Come il vento influisce sulle allergie e causa emicranie"
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