Roma, 29 lug. (AdnKronos Salute) - Essere sovrappeso, avere cioè un indice di massa corporea superiore a 25, fa male alla salute. Ma questo è cosa nota. Uno studio americano, pubblicato su 'Neurology', aggiunge un'altra accusa contro i chili di troppo che - secondo i risultati ottenuti da ricercatori della University of Miami Miller School of Medicine - accelerano il declino cognitivo a partire dai 60 anni. Gli esperti, ricordando che l'indice di massa corporea si calcola dividendo il peso per l'altezza al quadrato, hanno scoperto che le persone che a 60 anni che avevano un indice di massa corporea (Imc) superiore a 25 e un girovita (misurato a livello dell'ombelico) superiore a 91 centimetri, hanno un invecchiamento cerebrale più rapido della media.
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno condotto uno studio su 1.289 volontari americani con un'età media di 64 anni. Di questi 346 (54% donne) avevano un Imc inferiore a 25 e un girovita di circa 84 centimetri; 571 erano in sovrappeso (56% femmine) avevano un Imc compreso fra 25 e 40 e un girovita di circa 91 cm, e 372 erano obesi (73% donne) con un indice di massa corporea superiore a 30 e un girovita di 104 cm. Sei anni dopo, con risonanza magnetica, i ricercatori hanno misurato lo spessore della corteccia cerebrale dei partecipanti, 'sostanza grigia' coinvolta in numerose funzioni cognitive quali il linguaggio, la motricità e la memoria. Oltre al fatto ormai dimostrato che una corteccia cerebrale troppo sottile rappresenta un fattore di rischio per la malattia di Alzheimer.
"Nelle persone in buona salute, la corteccia perde tra lo 0,1 e lo 0,01 millimetri ogni 10 anni" spiegano i ricercatori che hanno scoperto, nel loro studio, come nelle persone in sovrappeso ad ogni punto di indice di massa corporea sopra la soglia dei 25 (quella considerata di peso normale) corrispondeva una perdita di spessore della corteccia cerebrale di 0,098 millimetri ogni 10 anni. E ancora: nelle persone obese, ogni punto di Imc sopra il livello dei 30 comportava una perdita di 0,2 millimetri della corteccia ogni decennio.
"Questi risultati sono estremamente interessanti - concludono gli scienziati - perché suggeriscono che perdendo peso, gli anziani possono al tempo stesso rallentare il loro declino cognitivo, preservando funzioni quali memoria, linguaggio, concentrazione e proteggersi da malattie neurodegenerative quali l'Alzheimer".