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Miglioramento dell’ossigenazione cerebrale dopo ossigeno-ozonoterapia

Miglioramento dell’ossigenazione cerebrale dopo ossigeno-ozonoterapia

L’ossigeno-ozonoterapia quale trattamento delle più comuni patologie cerebro vascolari e neurodegenerative.
In questo articolo:

Nei soggetti che hanno superato i 50 anni si possono verificare dei difetti a carico del microcircolo cerebrale con fenomeni che possono condurre anche ad ischemie cerebrali.

Le ischemie cerebrali, che possono essere transitorie (t.i.a) e non, possono indurre dei deficit cognitivi (fino alla demenza senile) oppure malattie neurodegenerative (parkinson – deficit motori). Inoltre, possono concorrere a determinare declino cognitivo a causa di piccoli infarti cerebrali che si vengono a determinare.

L’insufficiente apporto di ossigeno al cervello ha conseguenze sulla funzionalità motoria, sensoriale e trofica.

Ossigeno-ozonoterapia e miglioramenti del microcircolo

La miscela di ossigeno/ozono è responsabile della cessione di ossigeno ai tessuti (quindi anche al cervello) con conseguente riattivazione del circolo. Ecco perché alcuni soggetti adottano l’ossigeno-ozonoterapia come prevenzione dell’invecchiamento e per migliorare la performance psicofisica.

L’ossigeno-ozonoterapia, quindi, è indicata in tutte le malattie del microcircolo, comprese la cefalea a grappolo e la maculopatia degenerativa (che può condurre alla perdita della vista).

Nella demenza vascolare (in fase precoce) i sintomi che si associano al deterioramento mentale sono costituiti da:

  • rallentamento nella effettuazione dei momenti con disturbi della deambulazione;
  • disturbi della memoria;
  • sintomatologia vertiginosa;
  • incontinenza urinaria;
  • disturbi dell’articolazione delle parole e del linguaggio;
  • incontinenza emozionale con sindrome ansioso-depressiva.

I soggetti ipertesi e/o diabetici sono maggiormente esposti a fenomeni di ischemia cerebrale e/o periferica (agli arti).

L’ossigeno-ozonoterapia può esercitare un’azione neuroprotettiva perché riattiva il microcircolo cerebrale con una maggiore ossigenazione del cervello e del midollo spinale.

L’ozono, inoltre, determina una riduzione nella sintesi dei mediatori dell’infiammazione ed una forte azione antiossidante.

In quasi tutti i soggetti che presentavano i disturbi prima elencati è stato costantemente osservato un miglioramento delle facoltà cognitive e della memoria, della coordinazione motoria, della deambulazione e delle condizioni mentali generali ed infine un miglioramento della funzione della vescica con regressione dell’incontinenza urinaria.

I benefici neurologici dell’ossigeno-ozonoterapia

In tutti i soggetti sani e nei pazienti affetti da cerebropatia vascolare (multinfartuale e/o con esiti di ictus cerebrale) trattati con ossigeno-ozonoterapia si nota un aumento della cessione di ossigeno ed attivazione del microcircolo cerebrale con conseguenziale miglioramento delle condizioni neurologiche che si accompagna ad un miglioramento generale delle condizioni cardiache, polmonari, renali e di circolo degli arti inferiori.

Durante e dopo la terapia con l’ozono si è riscontrato un netto miglioramento clinico supportato dall’aumento della perfusione cerebrale (cioè del flusso sanguigno, dell’ossigenazione e del metabolismo).

Si può pertanto affermare che l’ossigeno-ozonoterapia può essere una metodica di interesse nel trattamento delle più comuni patologie cerebro vascolari e neurodegenerative (che oggi sono in continuo aumento).

Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2022
3 minuti di lettura

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