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04/04/2018

Scienza: studenti maschi si considerano più intelligenti, in barba ai voti

Adnkronos Salute
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Roma, 4 apr. (AdnKronos Salute) - Volere è potere? Uno studio, primo nel suo genere, dimostra che negli anni del college i maschi alle prese con lo studio della biologia si percepiscono come più intelligenti, anche se paragonati a compagne dai voti invidiabili. Mentre, al contrario, le studentesse tendono a sottovalutarsi. La ricerca, pubblicata su 'Advances in Physiology Education', mostra che il genere ha un forte impatto sulla percezione della propria intelligenza da parte degli studenti, in particolare quando si confrontano con gli altri. E promette di sollevare discussioni sul tema delle donne nella scienza.
Katelyn Cooper dell'Arizona State University School of Life Sciences, autrice principale dello studio, ha parlato con centinaia di studenti nel suo ruolo di consulente accademica e queste conversazioni l'hanno portata a indagare sul fenomeno. "Chiedevo agli studenti come stavano andando le loro lezioni e ho notato una tendenza - racconta Cooper - Più e più volte, le femmine mi dicevano che avevano paura che gli altri studenti pensassero che erano 'stupide'. Non l'ho mai sentito dai maschi che frequentavano le stesse lezioni di biologia, quindi ho voluto studiarlo".
Il team di ricerca ha chiesto a 250 studenti iscritti a un corso di biologia di rispondere a un questionario mirato. In particolare, a ognuno è stato chiesto di stimare la propria intelligenza rispetto a tutti gli altri della classe e poi rispetto allo studente con cui avevano lavorato a più a stretto contatto. Così i ricercatori hanno scoperto che le donne erano molto più inclini a sottovalutare la propria intelligenza rispetto agli uomini. E questo a parità di voti. Uno schema che si conferma anche nel caso del confronto con il singolo collega di studi: i maschi hanno 3,2 volte più probabilità delle donne di ritenersi più smart del compagno di banco.
"Dobbiamo considerare che ciò potrebbe influenzare il modo in cui gli studenti giudicano se stessi e le proprie capacità accademiche", ha detto Sara Brownell, autrice principale dello studio. "Questo studio - aggiunge - dimostra che le donne pensano in modo sproporzionato di non essere all'altezza degli altri studenti". Un risultato "preoccupante", che potrebbe spingere le studentesse a scegliere di non continuare nel percorso scientifico. False percezioni che, dunque, potrebbero pesare sul numero e sul futuro delle 'donne in camice'.
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