Roma, 12 giu. (Adnkronos Salute) - Il Consiglio di Stato ha "riconosciuto il diritto" alla borsa di specializzazione in Medicina "e alla remunerazione relativa" di una studentessa "affetta da disabilità che si era sottoposta ai test per l’accesso alle specializzazioni mediche senza l’ausilio degli strumenti idonei a compensare la grave condizione personale". Lo sottolinea l'avvocato Michele Bonetti, fondatore dello Studio Legale Bonetti&Delia. "Il Consiglio di Stato, in questo caso, non si è limitato all’accoglimento della domanda cautelare, ma ha altresì ha riconosciuto - evidenzia l'avvocato in una nota - che la ricorrente è 'ormai pienamente inserita nei corsi di specializzazione, potendosi dunque dichiarare l’intervenuta cessazione della materia del contendere, mantenendo ferma l’immatricolazione' e il diritto alla borsa nonostante l’ammissione sovrannumeraria".
"Il provvedimento riveste enorme importanza, sia in senso sostanziale che processuale, poiché trattasi della prima pronuncia sul concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in sovrannumero e con borsa - rimarca Bonetti - L’accoglimento nel giudizio di appello conclude il grado di giudizio tutelando il diritto di un'aspirante dottoressa con disabilità a cui il ministero dell’Università e della Ricerca aveva negato il diritto ad un test d’accesso idoneo alla propria disabilità che le consentisse di partecipare paritariamente con gli altri candidati - prosegue Bonetti - Viene in questo modo ristabilito il giusto equilibrio degli interessi coinvolti nella vicenda, restituendo una concreta possibilità di formazione ad una giovane specializzanda ingiustamente lesa nei propri diritti fondamentali allo studio ed alla formazione".
"La ricorrente riceverà pertanto anche l’erogazione della borsa per gli anni di specializzazione al pari dei suoi colleghi, parità che le era stata negata e che oggi il Consiglio di Stato ha ristabilito con una giusta pronuncia", chiosa l'avvocato.
"Oltre all’importanza dell’accoglimento della domanda di remunerazione per la specializzazione, si pone l’accento sulla statuizione del supremo giudice amministrativo - osserva Bonetti - L’intervenuta pronuncia sulla cessazione della materia del contendere, nel caso di specie, stabilizza gli effetti della decisione cautelare prendendo atto dell’adeguamento spontaneo dell’amministrazione al nuovo contesto sostanziale. Pertanto, una pronuncia di improcedibilità della domanda sul presupposto del mutato assetto di interessi tale per cui non vi è più interesse per l’amministrazione a resistere nel giudizio".
"Nel merito della vicenda, dove si intrecciano valori costituzionali alla salute, allo studio, alla solidarietà e uguaglianza tra i cittadini, è chiara l’attenzione del Consiglio di Stato nel tutelare anche le posizioni dei soggetti più deboli che si trovino ad essere lesi nei propri diritti fondamentali", conclude l'avvocato Bonetti.