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Tumori: l'attività fisica e una dieta sana riducono il rischio di recidive
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Tumori: l'attività fisica e una dieta sana riducono il rischio di recidive

Migliorando alimentazione e stile di vita si allontana il rischio di ripresa della patologia tumorale. Lo hanno sperimentato oltre 2.300 donne operate di carcinoma mammario.
Milano, 20 mag. (AdnKronos Salute) - Il tumore al seno si allontana dalla propria vita camminando a passo veloce e mettendo nel piatto cereali integrali, legumi, verdure di stagione e frutta fresca. In altre parole, migliorando alimentazione e stili di vita. Lo hanno sperimentato oltre 2.300 donne operate di carcinoma mammario: le protagoniste del progetto Diana5, un maxi studio di intervento multicentrico, controllato e randomizzato, coordinato dai ricercatori dell'Istituto nazionale Tumori di Milano, Campus Cascina Rosa.

I risultati vengono presentati oggi in occasione di un evento organizzato nel capoluogo lombardo per ringraziare le pazienti milanese 'arruolate': è grazie al contributo delle volontarie coinvolte, infatti, che i ricercatori hanno potuto sondare l'effetto 'scudo' di un certo stile alimentare e di un'attività fisica moderata, che insieme "diminuiscono il rischio di ripresa della patologia tumorale". Secondo quanto emerso nell'ambito del progetto, infatti, le donne con Sindrome metabolica (Sm) hanno un rischio maggiore di sviluppare nuovamente il tumore rispetto alle donne senza Sm e un rischio ancora maggiore di sviluppare le Metastasi a distanza.

Lo studio è partito nel 2008 ed è ormai giunto quasi a conclusione. Le pazienti coinvolte hanno adottato un'Alimentazione basata sul consumo di cereali integrali, legumi, verdure di stagione, frutta fresca e semi oleaginosi, e povera di cereali raffinati, zuccheri e carni rosse e conservate. Allo stesso tempo, hanno modificato lo stile di vita, introducendo quotidianamente un'attività fisica moderata come, ad esempio, 30 minuti di camminata a passo veloce. Nelle donne già operate al seno, questo cambiamento prolungato di abitudini si è tradotto in una riduzione dei fattori di rischio che favoriscono l'insorgenza di recidive e metastasi.

Stasera a Cascina Rosa, i risultati scientifici saranno illustrati da Franco Berrino, principal investigator del Progetto, e dalla ricercatrice Anna Villarini, alla presenza del presidente dell'Int Enzo Lucchini, del direttore generale Luigi Cajazzo, e del direttore scientifico Giovanni Apolone. Il Progetto Diana 5, finanziato dal ministero della Salute e dall'Associazione italiana per la ricerca contro il cancro (Airc), ha chiuso la fase di reclutamento nel giugno 2012: in totale sono state coinvolte 2.353 donne operate di carcinoma mammario provenienti da 11 centri sparsi sul territorio nazionale. Fra queste, ben 1.672 avevano un alto rischio endocrino-metabolico di sviluppare recidive. Ciascuna persona, ritenuta idonea, è stata seguita dai ricercatori dell'Int per 5 anni. "I fattori di rischio che abbiamo preso in considerazione - spiega Villarini, biologa e nutrizionista dell'Int - sono stati quattro: la presenza della sindrome metabolica, alti livelli di testosterone, elevati valori d'insulina e avere recettori ormonali estrogeno-negativi".
Divise in due gruppi - d'intervento e di controllo - le volontarie sono state informate sull'importanza di modificare l'alimentazione e di fare attività fisica regolare. Solo le donne rientrate nel gruppo di intervento sono state aiutate nel cambiamento attraverso corsi di cucina, pasti comunitari e conferenze. Il 20% delle donne partecipanti al Progetto Diana 5 presentava Sindrome metabolica al momento del reclutamento. "La Sm è un insieme di fattori che aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, tumorali, diabete e altre patologie cornico-degenerative", precisa Villarini. "Si fa diagnosi di Sm quando sono presenti 3 su 5 fattori di rischio: obesità addominale, pressione arteriosa elevata, bassi livelli di colesterolo 'buono' Hdl, elevati livelli di glicemia e trigliceridi".
Dalle analisi emerge che le donne con Sindrome Metabolica hanno un rischio quasi doppio di avere recidive e metastasi rispetto alle donne senza Sm. "Dalle nostre prime analisi - sottolinea Villarini - emerge che la presenza di Sm si associa a una prognosi peggiore" e che questa sindrome "è influenzata dal nostro modo di mangiare e dall'attività fisica". Una conclusione importante cui i ricercatori sono giunti confrontando l'aderenza alle raccomandazioni del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (Wcrf) con la presenza della Sm. "Tra le raccomandazioni - conclude Villarini - le più importanti sembrano essere mangiare principalmente cibi vegetali tra cui cereali integrali e legumi e fare ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica".

I dirigenti e i ricercatori dell'Istituto stasera consegneranno alle 608 donne milanesi che hanno contribuito al buon esito del progetto un 'attestato di maturità'. Un gesto simbolico per ringraziare, attraverso loro, tutte le donne che hanno partecipato allo studio. La serata prevede anche la musica dal vivo di Matteo Piazzi e l'esibizione della compagnia 'Pezzi Fluttuanti', composta di storytellers che reciteranno brevi racconti di vita con accompagnamento musicale. Sarà proiettato anche un video di circa 20 minuti, 'Il mio corpo è un'opera d'arte', tratto dall'omonimo spettacolo teatrale recentemente messo in scena al Puccini di Firenze. Sarà poi possibile assaggiare i cibi 'anti-cancro' preparati per l'occasione dagli chef di Cascina Rosa secondo le raccomandazioni del Wcrf.

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