Chicago, 3 giu. (AdnKronos Salute) - "L’oncologia rappresenta un capitolo di spesa consistente per i sistemi sanitari di tutto il mondo e si prevede che entro il 2017 costituirà la prima voce di spesa farmacologica nei Paesi industrializzati". Lo sottolinea Carmine Pinto, presidente dell'Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica), tornando sul nodo dei costi delle terapie oncologiche dal 52.esimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago fino al 7 giugno.

Oggi in Italia sono disponibili 132 farmaci antitumorali, 63 sono stati immessi sul mercato negli ultimi 15 anni. "Per continuare a garantire a tutti i migliori trattamenti in oncologia - afferma Pinto - è però essenziale individuare risorse aggiuntive. Solo così potremo far fronte alle necessità di quell’esercito di persone, circa 3 milioni di italiani, che combattono contro il cancro. Gli Stati Uniti e i 5 Paesi europei più grandi (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna) coprono i 2/3 della spesa mondiale per le terapie oncologiche".
Un impegno a 360 gradi quello dell’Aiom contro i tumori. Per migliorare il livello di appropriatezza l’associazione mette in campo diversi strumenti: dalla VI Edizione del Libro bianco dell’oncologia italiana 2015, alle trentadue linee guida costantemente aggiornate, dalle linee guida sul follow up, al documento di consensus sulla continuità di cura in oncologia, alle sei raccomandazioni cliniche e metodologiche, ai controlli di qualità nazionali per i test bio-molecolari, alla raccomandazione sull’implementazione del test Brca nelle pazienti con Carcinoma ovarico, fino ai 'Numeri del Cancro in Italia' che presentano ogni anno il quadro epidemiologico dei tumori nel nostro Paese. Senza dimenticare le campagne di prevenzione.