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Ritiro della patente per abuso di alcol: che esami fare?

ritiro della patente per abuso di alcol che esami fare

Oltre a provocare seri problemi fisici in quanto rappresenta un rischio per il fegato, le ossa, il metabolismo generale e il cervello e incide sull’insorgenza di tumori, l’abuso di alcol causa problemi sociali (dalla riduzione delle prestazioni professionali all’assenteismo sul lavoro) e relazionali, sia tra le mura domestiche sia fuori casa.

E non solo, poiché esagerare con gli alcolici rappresenta la principale causa di incidenti stradali, un pericolo che aumenta quando vengono assunti con le droghe. Recenti statistiche riportano che quasi il 50% degli incidenti stradali è provocato da alcol (e stupefacenti). Una percentuale enorme, oltretutto stimata per difetto perché spesso - quando non si riesce a risalire a chi ha causato un incidente oppure quando lo si rintraccia a distanza di ore dall’accaduto - gli effetti dell’alcol non sono più rilevabili. Occorre ricordare che anche una modesta quantità di alcol è sufficiente a far diminuire i riflessi, annebbiare la vista, causare colpi di sonno. Con esiti imprevedibili.

Ovviamente è vietato guidare in stato di ebbrezza. Così, quando l’agente di controllo ferma il conducente, prima svolge una sorta di “pre-test” e dopo, se ci sono sospetti fondati, procede al test dell’etilometro (o alcol test). La normativa italiana fissa come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro. Ad ogni modo, anche dopo il “fattaccio” (essere stati fermati risultando positivi al test, pagato la multa, subìta la sospensione della patente), la commissione medico-legale richiede esami che valutano non soltanto le condizioni del fegato, ma anche se la persona è incline ad assumere regolarmente bevande alcoliche.

CDT alcol, l’esame per osservare l’abuso alcolico

Se viene sospesa oppure ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, l’esame CDT alcol (da Carbohydrate-deficient transferrin, ovvero transferrina carboidrato carente) costituisce il parametro più idoneo per la valutazione di un abuso recente di alcol. Si tratta di un test che si esegue presso laboratori medici in grado di assicurare la conservazione del campione per poter eseguire, in caso di necessità, un’eventuale analisi di revisione. La sua specificità è del 95%: attraverso il prelievo del sangue, è in grado di determinare il consumo dell’alcol. In particolare, i laboratori mettono a disposizione del medico differenti esami che, valutati in modo opportuno, gli saranno di aiuto nel prendere decisioni più appropriate in merito a problemi diagnostici e prognostici come:

  • l’accertamento di forti bevitori;
  • il monitoraggio dell’alcolista in terapia di riabilitazione per abuso di alcol;
  • la distinzione delle epatopatie di origine alcolica;
  • in corso di epatopatia alcolica, la valutazione dello stadio della malattia.

Se si assumono regolarmente 80 grammi di alcol al giorno, l’equivalente di una bottiglia di vino per un periodo pari o maggiore ai quindici giorni, il valore del CDT sarà alto e rimarrà elevato per altre due/quattro settimane, pur sospendendone il consumo. Se invece si assume occasionalmente l’alcol, il CDT non risulta modificato. L’obiettivo è di raggiungere valori normali di CDT inferiori all’1,6%; valori oltre l’1,6%, oltre a essere serie avvisaglie di danni provocati da abusi alcolici, possono anche indicare la presenza di carcinomi epatici (tumori al fegato) o di cirrosi biliare primitiva.

Un test fondamentale per riavere la patente

Il marcatore della CDT, spesso associato ad altre analisi di laboratorio, costituisce di fatto il valore principale nell’esame del sangue che viene utilizzato dalla commissione medico-legale per valutare il rinnovo della patente di guida dopo una sospensione determinata da guida in stato di ebbrezza.
L’aumento della CDT è rilevabile per un periodo di almeno due settimane dalla sospensione di alcol, ragione per cui sarebbe opportuno astenersi completamente dall’assunzione di alcol per almeno 20 giorni continuativi. A livello generale non esiste un parametro specifico e, se una popolazione di donatori ha in media 1,2 Cdt, il valore del bevitore sarà da 1,2 a 2,4 Cdt.

Per approfondire guarda anche: “Cirrosi epatica”

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