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Quali sono gli esami per la prevenzione dei tumori femminili?

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Si sa, una diagnosi precoce aumenta le possibilità di successo di un trattamento. Infezioni e tumori possono essere trattati con tanto più successo quanto più rapida è la scoperta del disturbo. Ci sono alcuni esami, dedicati particolarmente alle donne, che possono aiutare a scoprire una patologia e a curarla con risultati più che accettabili. Vediamoli insieme.

La mammografia

Si tratta di un esame strumentale che si effettua tramite un'apparecchiatura detta mammografo ed è l'esame d'elezione per diagnosticare un eventuale tumore al seno. La diagnosi precoce del cancro al seno è essenziale per il risultato del trattamento e dà la possibilità di togliere soltanto il tumore e non la mammella.

Non c'è alcuna preparazione specifica prima dell'esame, anche se nelle donne fertili è consigliabile aspettare la metà del ciclo, poiché in quel periodo la mammella è meno tesa e più comprimibile; è altresì importante escludere una gravidanza in corso. L'esame dura pochi minuti; il seno viene posto su un sostegno e compresso con un piatto in plastica.

L'esposizione alle radiazioni dura pochissimi secondi, quindi non c'è nulla da temere; inoltre, i nuovi mammografi emettono radiazioni a basso dosaggio. L'unico limite della mammografia è che il 10-20% delle lesioni neoplastiche non vengono diagnosticati per diversi motivi (radiopacità della mammella, contrasto poco evidente del tumore rispetto ai tessuti circostanti, mancato riconoscimento da parte del radiologo).

Il Pap-test

L'esame Pap-test tende a ricercare ed individuare cellule anomale nel collo dell'utero prima che si trasformino in cellule maligne, ma determina anche la presenza di eventuali infezioni o condilomi. L'esame andrebbe eseguito una volta all'anno a partire dal primo rapporto sessuale. Il Pap-test va effettuato in assenza di mestruazioni; 3 giorni prima dell'esame è bene astenersi dai rapporti sessuali ed evitare l'applicazione di creme, lavande ed ovuli. Il Pap-test viene eseguito dal ginecologo, attraverso il prelievo di cellule dalla superficie esterna del collo dell'utero e dal canale vaginale.

Sono di norma quattro i tipi di risultato di un Pap-test. Se è nei limiti della norma significa che le cellule sono normali; se è con alterazioni cellulari benigne vuol dire che ci sono infiammazioni o infezioni dovute ad agenti patogeni diversi. Se il referto parla di atipie cellulari significa che ci sono delle cellule alterate, la cui evoluzione è imprevedibile; ci vogliono però molti anni perché queste atipie si trasformino in carcinoma, quindi c'è tutto il tempo per attuare una efficace prevenzione. Infine, se il referto parla di carcinoma, allora vuol dire che c'è la presenza di cellule tumorali.

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La colposcopia

È un esame che viene effettuato attraverso uno strumento ottico detto colposcopio ed alcuni reagenti chimici. Con la colposcopia si studiano la vagina e la parte del collo dell'utero immediatamente dietro la vagina per scoprire se ci sono tracce di possibili evoluzioni verso carcinomi del collo dell'utero. La colposcopia, quindi, viene eseguita come ulteriore esame di approfondimento quando dal Pap-test risulta la presenza di atipie cellulari. La colposcopia ha tre fasi successive:

  1. l'osservazione diretta, effettuata mediante la visione del collo dell'utero grazie all'introduzione dello speculum; in questa fase vengono soprattutto ricercate eventuali secrezioni vaginali oppure si analizzano semplicemente le caratteristiche della cervice uterina;
  2. l'applicazione dell'acido acetico, grazie al quale la presenza di zone a rischio viene evidenziata dalla comparsa di macchie bianche;
  3. il test di Shiller, con l'applicazione di una soluzione iodoiodurata, che diventa color mogano se non ci sono alterazioni, mentre le zone anomale restano di colore naturale.

L'ecografia

Sono due i tipi di Ecografia a scopo preventivo, oltre a quella addominale: l'ecografia mammaria e l'ecografia transvaginale. Spesso, l'ecografia transvaginale viene preferita nelle persone obese, in cui il pannicolo adiposo non permette un'esplorazione efficace delle ovaie, dell'utero e della vagina. Nel caso dell'ecografia mammaria, invece, essa viene effettuata sulle pazienti al di sotto dei 40 anni, nelle quali la mammografia risulta ancora piuttosto imprecisa a causa delle caratteristiche del seno.

L'isteroscopia

Si tratta di un esame che esplora la cavità uterina tramite l'isteroscopio, uno strumento formato da un tubicino rigido fornito di fibre ottiche introdotto in Utero attraverso la vagina. Questo esame, che talvolta può trasformarsi anche in intervento chirurgico, viene effettuato soprattutto in due casi: per ricercare la causa dell'infertilità oppure nei casi di sanguinamento uterino dovuto a miomi e a polipi, carcinomi o iperplasie endometriali.

La preparazione all'esame prevede il digiuno dalla mezzanotte della sera prima. L'isteroscopio viene introdotto nel canale cervicale ed arriva alla cavità uterina, distesa con un mezzo liquido o gassoso per una migliore visione. L'esame dura pochi minuti e non dà particolari problemi. Controindicazione all'effettuazione dell'esame sono la gravidanza in corso ed eventuali infezioni che, con l'introduzione dell'isteroscopio, potrebbero espandersi ad altre parti dell'apparato genitale.

01/03/2017
24/04/2013
TAG: Ginecologia e ostetricia | Salute femminile | Tumori | Infezioni | Organi Sessuali
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