Effetti delle metanfetamine

effetti delle metanfetamine

Le metanfetamine cosa sono? - Modalità di assunzione - Effetti farmacologici - Effetti tossicomanigeni - Dipendenza e astinenza - Identikit del consumatore

 

Le metanfetamine cosa sono?

I composti anfetaminici si arricchiscono ogni anno di nuovi derivati con effetti sempre più ricercati dai tossicodipendenti; tra questi si sta registrando nell’ultimo periodo un incremento significativo di metanfetamina, altrimenti conosciuta sotto svariati nomi: speed, fischio, billy, crystal, cranck, ice.

Si tratta di una polvere cristallina bianca, inodore e dal sapore amaro che può essere facilmente disciolta in acqua o alcol.

Le metanfetamine presentano una struttura chimica molto simile all’anfetamina, ma, rispetto a quest’ultima, mostrano effetti più pronunciati sul sistema nervoso centrale.

 

Modalità di assunzione

Le metanfetamine si presentano in diverse forme e possono essere fumate, sniffate, ingerite o iniettate.

L’ice, la forma fumabile di metanfetamina, è un cristallo solitamente limpido fumato in pipe di vetro come il crack.

Il fumo è senza odore e lascia un residuo che può essere ancora fumabile e produce effetti che possono durare 12 ore o più.

Le metanfetamine, assunte per via endovenosa o fumate, producono un intenso flash inteso come una sensazione piacevole che dura qualche minuto, mentre, quando assunte per via orale o sniffate, producono sempre una sensazione molto forte, ma non paragonabile al flash con effetti che compaiono in 15-20 minuti.

 

Effetti farmacologici

In passato le metanfetamine, così come le anfetamine, sono state utilizzate come decongestionanti nasali e Inalatori bronchiali.

Per il loro effetto di inibizione a livello cerebrale dello stimolo della fame sono state utilizzate come anoressizzanti per combattere l’obesità grave e per aumentare l’aggressività, la competitività e la resistenza alla fatica in molte discipline sportive.

Le anfetamine sono classificate farmacologicamente come agonisti catecolaminergici indiretti ed esercitano le loro azioni sia a livello periferico che centrale incrementando il rilascio di alcuni neurotrasmettitori (noradrenalina e Dopamina) dalle terminazioni nervose.

Si ha, quindi, inizialmente un aumento della scarica di queste sostanze a livello recettoriale, che è causa di euforia e di tutta una serie di effetti eccitatori a livello centrale e periferico, cui segue una fase di depressione legata alla metabolizzazione e al successivo esaurimento dei neurotrasmettitori rilasciati dalle terminazioni nervose.

 

Effetti tossicomanigeni

Dato il loro potente effetto stimolante sul sistema nervoso centrale, la loro capacità di dare facilmente assuefazione e di causare gravi danni, l’utilizzo delle metanfetamine è solo ed esclusivamente voluttuario.

Un altro fattore che ne ha favorito notevolmente la diffusione è la facilità con la quale possono essere prodotte nei laboratori clandestini a partire da pochi ingredienti e, per di più, anche semplicemente reperibili.

Essendo stimolanti molto potenti, le metanfetamine causano incremento dell’attività fisica e dell’attenzione, euforia, riduzione dell’appetito e della sensazione di stanchezza e inducono una sensazione di benessere che può durare fino a 12 ore.

Questi effetti sono principalmente legati all’aumento del firing della dopamina, in particolare a livello del circuito della gratificazione.

Al contrario della cocaina e delle altre anfetamine, che possono essere eliminate, l’azione delle metanfetamine dura molto di più ed una percentuale maggiore della droga rimane più a lungo nel cervello, prolungando gli effetti stimolanti prodotti.

Tra gli effetti a breve termine più frequentemente riscontrati l’aumento della pressione sanguigna e della frequenza respiratoria, le alterazioni del ritmo cardiaco e l’ipertermia, cioè il cosiddetto colpo di calore, consistente in un aumento velocissimo della temperatura corporea (anche sopra i 42°) sanguigna sono tra i più rilevanti.

Nel lungo termine sono stati riportati disturbi psicotici (manie di persecuzione, ossessione, fino ad idee suicide), perdita di memoria, comportamento aggressivo e violento, alterazioni dell’umore, perdita di peso, disturbi gengivali e dentari (specie se fumata), collasso cardiocircolatorio o respiratorio, disordini nel ritmo veglia-sonno.

 

Dipendenza e astinenza

L’uso frequente e prolungato di metanfetamine può indurre tolleranza e dipendenza psicologica e fisica: nei consumatori abituali accade che, per via della tolleranza progressiva e della dipendenza, per ottenere gli effetti euforizzanti occorre assumere dosi sempre maggiori.

La sindrome di astinenza da amfetamine si presenta dopo l’uso prolungato ad alte dosi e consiste soprattutto in una severa forma di depressione fisica e psicologica; la sintomatologia inizia entro le 24 ore dalla sospensione del farmaco e può anche persistere per mesi.

L’astinenza, oltre a quanto già segnalato, comporta irritabilità, ansia intensa, senso di affaticamento generale e, talvolta, può anche tradursi in psicosi più gravi.

 

Identikit del consumatore

I consumatori di metanfetamine sono relativamente giovani, in media di età compresa tra 20 e 30 anni, frequentano discoteche e ambienti ricreativi e sono principalmente di sesso maschile.

Le donne, tuttavia, costituiscono una percentuale più elevata tra i pazienti in terapia per problemi legati alle metanfetamine rispetto alle altre droghe.

La produzione illegale di metanfetamine è concentrata nell’Asia orientale e sudorientale, nell’America settentrionale e in Europa nella Repubblica ceca, in Slovacchia e Lituania.

Il consumo di queste sostanze sta aumentando negli ultimi anni: nel 2007 nella Repubblica ceca il numero di consumatori problematici di metanfetamine era compreso tra 2.8 e 2.9 casi ogni 1000 abitanti nella fascia di età 15-64 anni, ossia il doppio del numero di consumatori problematici di oppiacei.

Il metodo di assunzione riferito più comunemente dai consumatori di metanfetamine è la Via Parenterale e spesso queste sostanze sono consumate in associazione a cannabis, alcol e oppiacei.

 

A cura di:
Fabiana Campanile e Chiara D’Avanzo
Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera
A.O.R.N. A.Cardarelli

06/08/2015
25/08/2010
TAG: Tossicologia medica