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Inchiostri per tatuaggi: rischi sulla salute

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I tatuaggi sono oramai diventati una pratica comune anche tra gli adolescenti. Dal rapporto Eurispes, nell’ambito di una recente indagine condotta sulle condizioni dell’infanzia e della adolescenza, su un campione di studenti italiani tra i 12 e i 18 anni, si nota come tale moda interessi il 6.6% dei ragazzi.

Rischi connessi all'inchiostro per tatuaggi

A prescindere dal fatto che i tatuaggi possono piacere o non piacere, oltre che al diffondersi di tale moda, dilagano anche le reazioni cutanee allergiche causate dagli inchiostri usati. Le reazioni allergiche da inchiostro sono raddoppiate negli ultimi cinque anni e se ne possono individuare di diverse tipologie. Tra le reazioni avverse della pelle all'inchiostro dei tatuaggi troviamo:

  • Irritazione lichenoide, un'infiammazione della cute che comporta la comparsa di pustole piatte e squamose;
  • Reazione granulomatosa, una reazione del sistema immunitario alle sostanze estranee iniettata sotto la cute;
  • Eritema nodoso, ossia la comparsa di noduli rossi e gonfi sotto la pella;
  • Reazione pseudolinfomatosa, che consiste in noduli duri di colore rosso violaceo
  •  Psoriasi.

Tali reazioni cutanee, che possono manifestarsi anche solo con sintomi come dermatiti, prurito, eczemi e desquamazione della pelle, con alta probabilità sono causate dai coloranti impiegati, contenenti delle impurezze, ma anche dai metalli a lunga persistenza iniettati sotto pelle. Tra questi non sono escluse le colorazioni all’hennè (colorante naturale dalla tonalità rossa) che contengono anche la parafenilendiamina, la quale, come afferma il Prof. Antonio Cristaudo, direttore dell'Unità Operativa di Dermatologia e Allergologia dell'Istituto San Gallicano, è una colorazione usata perfino nelle tinture per capelli.

In aggiunta, un’altra motivazione di queste reazioni allergiche può derivare altresì dall’alta insolubilità dei coloranti e dalla inevitabile permanenza troppo prolungata nel Derma. Le forme allergiche si possono verificare anche dopo anni.

Attenzione a Cromo, Nichel e Cobalto

Nel nostro Paese la legislazione in materia è poco puntuale o assente: la Risoluzione ResAP(2008)1 del Consiglio d’Europa individua alcune concentrazioni massime di diversi metalli nei coloranti per tatuaggi e per trucchi permanenti, al fine di salvaguardare la salute pubblica, ma non esiste ancora una lista di sostanze che si possono utilizzare con la loro composizione e natura (organica o inorganica) o uno standard di qualità per un impiego sicuro di tali prodotti.

Anche la Food and Drug - che si dedica persino all’approvazione di coloranti per i cibi, nei cosmetici o nei medicinali - non ha emanato ancora un elenco di coloranti da poter somministrare sotto pelle.

Da alcune evidenze scientifiche derivanti da uno studio presso il San Gallicano, in collaborazione con il Ministero della Salute, improntato al monitoraggio di pigmenti liquidi venduti in Italia per verificarne fedelmente il contenuto dei colori e la loro uniformità alla Risoluzione ResAP(2008)1, se ne deduce che tutti i produttori commercializzano inchiostri contenenti concentrazioni molto elevate di Cromo, presente in special modo nel colore verde, ma anche nel viola, marrone, blu, nero e rosso, ed anche una consistente concentrazione di Nichel, che "per i soggetti già allergici e particolarmente sensibili può risultare addirittura pericoloso" sostiene il Prof. Antonio Cristaudo, basti pensare che il 20% della popolazione è allergica a questa sostanza. In misura più modica si trova anche il Cobalto, che serve per fare il blu. Spesso, nel solo colore rosso si ritrovano insieme Nichel e Cromo.

Tra l’altro la contemporanea presenza di metalli allergeni negli inchiostri aumenta il rischio di sensibilizzazione crociata a causa proprio degli effetti sinergici tra i metalli. Questi risultati delineano un primo passo verso una più completa informazione nei confronti del consumatore, ma fa trasparire anche l’esigenza di una maggior chiarezza e regolamentazione nell’uso dei coloranti per tatuaggi dal punto di vista legislativo; ed ancora significa che servirebbero delle ricerche più ad ampio spettro nell’ambito della caratterizzazione degli inchiostri per una valutazione generale dei rischi che questi possono apportare alla salute delle persone che ne fanno uso, anche tramite delle liste di inchiostri 'autorizzati', etichettandoli con gli ingredienti per colorante. Infine non guasterebbe un maggior controllo da parte delle autorità sul mercato sia a livello di produzione che di vendita.

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TAG: Adolescenti | Allergie | Dermatologia e venereologia | Pelle | Giovani | Adulti | Genitori
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