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Indicazioni e complicanze del taglio cesareo

indicazioni e complicanze del taglio cesareo

Che cos'è il taglio cesareo

Si definisce parto cesareo la nascita del Feto attraverso un'incisione della parete addominale, laparotomia e dell'utero, isterotomia.

 

L'incidenza del taglio cesareo è aumentata negli ultimi 20 anni da 5% del 1968 al 15-25% del 1998, a seconda delle diverse legislazioni ed organizzazioni sanitarie. Le ragioni che hanno portato ad una così elevata Incidenza dei cesarei non sono completamente chiare, sicuramente esistono fattori di ordine sociale ed economico.
La riduzione delle nascite, innanzitutto, per cui circa il 50% delle donne gravide non ha mai partorito; un aumento dell'età media alla quale si raggiunge la gravidanza, con un maggior rischio di complicanze; il maggiore uso dei sistemi che consentono di monitorare il benessere fetale e quindi un numero sempre più elevato di diagnosi di sofferenza fetale che si concludono in tagli cesarei. La presentazione podalica ed in generale le anomalie di presentazione sono una consolidata indicazione al parto operativo.

 

Indicazioni al taglio cesareo

Le indicazioni più frequenti al taglio cesareo sono:

  • cesareo al termine della precedente gravidanza: si è ritenuto infatti che la cicatrice del pregresso cesareo rappresentasse un punto di debolezza della parete uterina; indubbiamente l'incidenza della rottura d'utero durante il Parto spontaneo è più frequente nelle donne con pregresso TC che nella popolazione generale. Tuttavia l'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che la cicatrice uterina è un punto sufficientemente resistente da poter sostenere, nella maggior parte dei casi, lo stress meccanico del travaglio di parto.
  • Distocia o difficoltà nella progressione del travaglio di parto: in genere se dopo 6-8 ore di travaglio la dilatazione del collo non supera i 3 cm, oppure non ci sono contrazioni uterine valide, molti ginecologi ricorrono al taglio cesareo.
  • Presentazione podalica: il taglio cesareo per la presentazione podalica ha ridotto il numero delle complicanze del parto spontaneo, come la compressione del funicolo, soprattutto nella prima gravidanza. Studi americani hanno tuttavia sottolineato che la selezione delle pazienti consente di ricorrere al cesareo solo nei casi strettamente necessari, senza incrementare il numero delle complicanze o dei danni fetali.
  • Stato di sofferenza fetale: l'uso della registrazione dell'attività cardiaca continua durante il travaglio di parto ha sicuramente contribuito ad anticipare la diagnosi di sofferenza fetale acuta. Tuttavia l'attendibilità e l'accuratezza della cardiotocografia sono ancora oggetto di discussione. La misurazione dell'ossigenazione fetale, mediante puntura diretta della testina, è un metodo univocamente riconosciuto come più affidabile.

Più specificamente le indicazioni si distinguono in materne e fetali. Le indicazioni materne includono tutte quelle condizioni che impediscono il parto spontaneo, come il bacino piccolo, aneurismi cerebrali o ipertensione endocranica, epilessia, squilibri metabolici, gravidanza oltre il termine etc.

Le indicazioni fetali sono la macrosomia, il ritardo di crescita intrauterino, malformazioni (come l'ernia addominale o del sistema nervoso centrale) la sindrome emolitica neonatale, il polidramnios, l'ologoidramnios e le sinechie intraamniotiche, la placenta previa, le patologie del funicolo, etc.

 

Come si esegue il taglio cesareo

L'anestesia: si tende a prediligere l'anestesia spinale, in quanto meno dannosa per il feto, facilmente tollerabile dalla paziente, non associata a problemi di risveglio. L'incisione laparotomica viene eseguita al di sopra della linea dei peli pubici, leggermente concava verso l'alto.

Il feto viene estratto manualmente, segue la rimozione manuale della placenta. L'ospedalizzazione dura da 3 a 5 giorni. I punti verranno rimossi 7-10 giorni dopo l'intervento

 

Complicanze del taglio cesareo

Distinguiamo le complicanze legate all'anestesia, dalle complicanze proprie dell'intervento. L'anestesia generale è seguita frequentemente da cefalea, nausea e vomito al risveglio.

L'anestesia spinale si può complicare con cefalea, sensazione di calore nel punto dell'iniezione, parestesie. Le complicanze legate all'intervento sono: la possibilità di danneggiare l'intestino, la vescica, gli ureteri, i grandi vasi con emorragia e quindi di trasfusione di sangue.

Dopo l'estrazione del feto l'utero si contrae spontaneamente creando il cosiddetto globo uterino, che limita la perdita si sangue; quando la contrazione uterina non sopraggiunge spontaneamente e non si verifica con l'uso dei farmaci, per evitare la morte per dissanguamento si ricorre all'asportazione dell'utero. L'incidenza di queste complicanze è inferiore all'1%.

24/07/2015
04/07/2012
TAG: Ginecologia e ostetricia | Gravidanza | Salute femminile