Se andate su YouTube e digitate l’acronimo A.S.M.R. vi troverete sommersi da una valanga di video. In molti di questi, ci sono delle persone che sussurrano, in altri vengono sfiorati degli oggetti, in altri ancora si producono fruscii e altri suoni delicati. L’obiettivo è uno e uno solo: indurre in chi guarda quello che oggi viene chiamato “orgasmo cerebrale”

La sigla A.S.M.R. sta per “Autonomous Sensory Meridian Response”, cioè: “risposta autonoma del meridiano sensoriale”. Detta così, l’espressione non spiega nulla. Asmr è un neologismo utilizzato per indicare una sensazione piacevole di formicolio in varie parti del corpo, a cominciare dal cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle, generalmente accompagnato da un certo rilassamento e uno stato di generale di torpore in chi lo sperimenta.

A suscitare queste sensazioni concorrono numerosi stimoli: visivi, uditivi o tattili, cerebrali (pensieri o idee) percepiti per lo più in maniera passiva. La reale esistenza del cosiddetto “orgasmo cerebrale” non è stata scientificamente provata e in molti sono scettici nei suoi confronti, ma sul web questo fenomeno spopola e ignorarne la sua esistenza, quantomeno mediatica, è impossibile. Esiste infatti una vera e propria comunità virtuale di appassionati alla pratica di ricercare quella piacevole sensazione che dalla testa si diffonde al resto del corpo. Il solo canale YouTube ad essa dedicato, Asmr Darling, conta oltre due milioni di iscritti, molti dei quali giovanissimi.

Asmr, quando l’orgasmo diventa cerebrale

Può capitare di provare una sensazione di benessere e pace, accompagnata da un formicolio in varie parti del corpo, semplicemente osservando una persona che compie dei banali gesti, come disegnare con una matita su un foglio o strofinare un pennello su un microfono provocando un fruscio.

C’è chi prova quella sensazione mentre si fa tagliare e acconciare i capelli; chi, ancora, la sperimenta quando qualcuno gli sussurra qualcosa nell’orecchio. C’è chi, infine, non ne fa esperienza mai. Di cosa si tratta?

“L’Asmr non è una risposta sessuale – alza le mani Craig Richard, professore alla Shenandoah University, in Virginia, e autore di un libro a tema dal titolo “Brain Tingles” – ma questo non vuol dire che non possa essere sessualizzata”.

Il docente ha messo a confronto dei video in cui delle persone facevano yoga: tutti questi filmati restituivano sensazioni di benessere che potrebbero teoricamente richiamare il sesso.

“Ma tutti conoscono abbastanza bene lo yoga – spiega Richard al New York Times – da sapere che esso non è una attività sessuale”.

Eppure mentre quelle persone si rilassavano, alcuni di coloro che le osservavano condividevano quel rilassamento provando dei formicolii. Il 20%, stima il ricercatore. Tutto questo non aiuta la “reputazione” di questo fenomeno che continua a essere descritto come “orgasmo cerebrale” e che alimenta una industria web, principalmente rivolta a una utenza giovane e femminile, fatta di video che promettono benessere e calma osservando persone (moltissimi protagonisti sono artisti) che fanno cose “rilassanti”.

Asmr, l’orgasmo cerebrale come fenomeno mediatico

Gli esperti dicono che tutto questo non ha nulla a che vedere con il sesso. Anche se, riporta ancora il New York Times, alcuni video sono chiaramente allusivi: quello in cui una ragazza lecca un microfono, dichiarando di voler produrre con questo gesto un suono delicatamente rilassante, ha ottenuto 12 milioni di visualizzazioni.

Il confine, dunque, è molto labile. Ma non tanto nella definizione scientifica del fenomeno dei formicolii (sebbene uno studio pubblicato l’anno scorso sembrerebbe dimostrare che non ci siano particolari differenze tra l’eccitazione sessuale e questo tipo di sensazioni corporee) quanto nella sua strumentalizzazione sociale e soprattutto mediatica.

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