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Ciuccio: quando toglierlo?

ciuccio quando toglierlo

Non sono pochi i bambini che a due anni di età hanno in bocca ancora il succhiotto. Con grande disperazione dei genitori e degli altri familiari che, invece, vorrebbero vedere il bimbo già privato di quell'Appendice che, ai loro occhi, lo rende ancora piccolino.

L'allontanamento del ciuccio non è un passo facile per nessuno, come il momento di togliere i pannolino. Il bambino viene privato, infatti, di una sicurezza a cui fare riferimento e, per questo, reagisce in maniera strana.

Per i bambini il ciuccio non è soltanto un oggetto; è piuttosto un 'amico' a cui rivolgersi in situazioni particolari: quando la mamma non c'è, quando comincia l'asilo, quando ha paura, quando si sente solo, ecc. In pratica, il ciuccio è per il bimbo un modo di trovare sicurezza nei momenti critici della vita ed è per questo che è così difficile disfarsene.

Solitamente, quando il bambino si comincia a sentire sicuro, intorno ai tre anni, abbandona da solo il ciuccio, eppure non è una rarità vedere bambini più grandi, anche di 7-8 anni, ancora con il succhiotto. Ed è proprio in questi casi che i genitori devono prendere in mano la situazione.

Sebbene il ciuccio sia un elemento importante per i bambini, è anche vero che può provocare problemi all'arcata dentale e al palato, quindi è bene non esagerare con il suo utilizzo. Inoltre, l'abbandono del ciuccio è uno dei primi grandi passi verso la sicurezza che i bambino acquisterà durante la sua vita. Potrebbe essere utile associare all'abbandono del succhiotto una sorta di 'rituale', in modo da rendere più accettabile il distacco.

L'importante è essere fermi nella decisione altrimenti il bambino, al ripensamento dei genitori, può rimanere disorientato. Ritornare sulla decisione potrebbe essere importante soltanto se il bambino attraversa periodi di forte Stress, ma allora sarà anche il caso di rivolgersi al pediatra per capire che cosa ha scatenato l'ansia.

Chiaramente, togliere il succhiotto al bambino non sarà indolore né facile. Probabilmente, potrebbe avere degli atteggiamenti regressivi, come fare pipì a letto oppure rifiutare di mangiare da solo per dimostrare di essere ancora piccolo. L'importante, in questi casi, è non perdere la pazienza e fargli capire che è diventato grande. Magari, lo si può incoraggiare regalandogli qualcosa ogni volta che rinuncia al ciuccio, ma senza far diventare questa un'abitudine o un ricatto.

È altresì importante che il tutto avvenga nella massima tranquillità, senza costringere o demonizzare, altrimenti il piccolo può avvertire questo cambiamento come imposizione e non come crescita e, di conseguenza, può non avere quella sicurezza necessaria per disfarsi del ciuccio. Più di ogni altra cosa, evitate assolutamente che sostituisca al ciuccio il pollice, un'abitudine molto più deleteria e soprattutto molto più difficile da eliminare.

14/04/2015
21/12/2011
TAG: Pediatria | Bambini | Genitori