App e dintorni, quando la tecnologia aiuta a curarci

app e dintorni quando la tecnologia aiuta a curarci
Roberta Collina
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Roberta Collina
Esperta in Digital Health
Le applicazioni in ambito salute sono tante, e il loro numero è destinato a crescere in maniera esponenziale e proporzionale alla pervasività della digital health nella vita di tutti i giorni.

Esistono App per il fitness, per il conteggio dei passi o delle calorie degli alimenti, e App per il calcolo delle ore di sonno. App per tenere traccia del ciclo mestruale e del periodo fertile, fino a quelle più "sofisticate", come i pill reminder, che ci aiutano a ricordare la terapia da seguire e gli appuntamenti con i medici, o a memorizzare la cartella clinica e le informazioni sulle nostre patologie. 

Naturalmente il ventaglio dell'offerta non si esaurisce qui e il bello è che non sempre è necessario acquistare tecnologia indossabile (i cosiddetti wearable devices) per usarle, perché le App salute più disparate sono disponibili negli store Apple e Android pronte per essere scaricate e usate su tablet e smartphone.

E anche se più del 40% dei medici non "prescrive" App ai propri pazienti, in Italia alcuni camici bianchi già ne consigliano l'utilizzo per mantenersi in forma, per curarsi, o semplicemente per dilettarsi con il monitoraggio di alcuni parametri della propria salute. Il tema è stato discusso da Eugenio Santoro, direttore del Laboratorio di informatica medica dell'Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano durante Frontiers of Interaction, l'appuntamento internazionale con l'innovazione digitale. Ma affinché il loro utilizzo non si riduca a una semplice moda - spiega Santoro all'AdnKronos Salute - occorrerebbe "riuscire a introdurle in un percorso assistenziale, a patto che si dimostri che sono efficaci nel ridurre il rischio o le malattie”.
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#Foi15, anche per la salute la rivoluzione è digitale 

L'evento di Milano al quale abbiamo partecipato anche noi di Paginemediche, oltre ad essere stato di grande successo per quanto testimoniato dagli oltre 400 partecipanti che hanno gremito le sale del Vodafone Village, è stata anche l'occasione per assistere a un'anticipazione delle trasformazioni del digitale nel settore health (oltre che nel retail e nel fintech). Ed è stato proprio in ambito salute che questa decima edizione di Frontiers of Interaction ha riservato interessanti prospettive. 

Il 12 e 13 novembre scorsi, sotto la guida di Roberto Ascione, Ceo di Healthware International e organizzatore della traccia Health, innovatori, medici e rappresentanti del settore farmaceutico, hanno assistito con interesse alle svariate possibilità offerte dall'adozione dei paradigmi digitali che sia per i pazienti sia per i medici si traduce in una accezione del tutto nuova del significato di cura. Di fatto, è proprio quello a cui ci stanno abituando le tante applicazioni e i dispositivi di questa nuova medicina che va ben oltre l'ambulatorio o l'ospedale. 


Le cose che hanno lasciato il segno: app, devices e startup…

Lo abbiamo visto insieme a Jeff Dachis, imprenditore americano fondatore di One Drop, il glucometro di nuova concezione che vuole integrarsi con lo stile di vita del paziente affetto da diabete. 

PER APPROFONDIRE GUARDA IL VIDEO: “One Drop: il lancio al LAUNCH Festival 2015”

Nato dal desiderio di aiutare le persone diabetiche migliorando il loro quotidiano, One Drop costruisce ogni giorno una storia con quelle che sono le informazioni raccolte in fase di monitoraggio della malattia e delle abitudini di ciascuno. Storia che si può confrontare con quelle dei giorni precedenti per accrescere la consapevolezza dei risultati, e che può essere presentata al medico per un controllo. 

A Frontiers of Interaction abbiamo toccato con mano l'applicazione dei nuovi paradigmi dell'innovazione in ambito salute anche con Jörg Land, fondatore e Ceo di Sonormed, start up di Amburgo che ha realizzato Tinnitracks. Tinnitracks è l'App che cura gli acufeni a suon di musica e che passerà alla storia come il primo "farmaco digitale" (che in quanto tale è oltretutto rimborsato dalle assicurazioni tedesche).

PER APPROFONDIRE GUARDA IL VIDEO: “App per l'acufene: Tinnitracks”

Ma non solo. Frontiers of Interaction, ha puntato le luci anche su tante realtà emergenti italiane e straniere presentate alla Start up night del 12 novembre. 

Per la salute: Martijn F. Grinovero, CMO di Amiko.it, Giangiacomo Rocco di Torrepadula CEO e co-founder di Amicomed, Bruce Blausen, Presidente e CEO di blausen e Francis Namouk, Managing Director di Videum.

Grande l’interesse per l’italiana Amiko.io, il piccolo wearable device applicabile su un qualsiasi packaging (su un blister, un inalatore o su una penna per l’insulina) che grazie ai suoi sensori intelligenti sincronizzabili con pc o smartphone, è in grado di aiutare il paziente nel dosaggio del medicinale e di tenere traccia dei progressi quotidiani derivanti dalla terapia prescritta. 
Chi, almeno una volta non ha dimenticato un’assunzione o non si è trovato in difficoltà con la somministrazione di un medicinale? Amiko.io è la soluzione a certi inconvenienti e ai problemi di aderenza alla terapia, soprattutto in caso di malattie croniche perché libera il paziente dal pensiero dell’utilizzo dei farmaci.

Non meno coinvolgente è stata la presentazione di Amicomed, il primo innovativo servizio certificato di telemedicina, per la gestione della pressione arteriosa per chi ha bisogno di monitorarsi e vuole sapere in maniera facile come evolve la propria pressione nell’arco della giornata.

E la due giorni (e una notte) milanese è stata anche l’occasione per avere conferma dell’interesse nei confronti dei digital video.
Grande seguito, infatti, hanno avuto le già note soluzioni come Videum, la health video platform che mette a disposizione di medici e pazienti video sulla salute e il benessere in qualsiasi lingua, e blausen, la libreria di animazioni medicali in 3D che proprio su Videum ha un canale dedicato.  


… e un interessante fuori programma

Il bello di eventi come Frontiers of Interaction è che si può venire a conoscenza di interessanti realtà “fuori cartellone” ma che consentono di entrare in contatto con nuove realtà dell’ecosistema dell’innovazione.
#Foi2015 è stata l’occasione per incontrare di persona le tre giovani menti dell’acceleratore LUISS EnLabs che sono dietro Brave Potions, la soluzione che “sconfigge la paura che i bambini hanno verso il dottore, il dentista, il trapano e la puntura!”. 
Brave Potions è più di un dispositivo, è un’esperienza tra il fisico e il digitale che facendo leva sulla fantasia dei bambini aiuta il medico a svolgere meglio il proprio lavoro e i genitori ad essere più sereni. 

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Riflettori sulla "rivoluzione digitale" in campo health

Queste per grandi linee le novità più interessanti di FrontiersX. 

In conclusione, quello che ci siamo portati a casa dalla partecipazione all'evento è la convinzione che anche se il cammino verso una maieutica dell'innovazione è ancora lungo, la strada che conduce in un settore di valore come quello della salute, incredibilmente recettivo al cambiamento e in forte evoluzione, è già tracciata. 

“Perciò ci siamo dati nuovi traguardi - ha dichiarato Matteo Penzo, co-fondatore di Frontiers of Interaction –. Grazie anche all’ingresso di un nuovo investitore nella struttura societaria, Esense Ventures specializzato in investimenti su startup health, abbiamo deciso di organizzare a Berlino la nostra prima edizione fuori dall’Italia: Frontiers of Healthcare si terrà nella primavera 2016”. 

Noi “quella” strada l’abbiamo imboccata e staremo a vedere. Convinti che ne vedremo delle belle. 
19/11/2015
19/11/2015
TAG: Digital health
Roberta Collina
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Esperta in Digital Health