Open Innovation e Digital Health: intervista a Roberto Ascione

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Roberto Ascione
Scritto da:
Roberto Ascione
Ceo Healthware e Digital Health Guru

Nel corso dei Cannes Lions Health un Workshop interattivo su Digital health e Open Innovation su come coniugare salute e creatività. 

Nell'intervista Roberto Ascione, Ceo Healthware International e Guru della Digital Health, spiega le nuove strategie di innovazione dell'universo della salute.

 

Cannes Lions Health: due giorni dedicati alla salute all’interno del Festival Internazionale della creatività. Come mai viene dato tanto spazio a questo settore?

Ormai questo è il terzo anno che si tengono i Lions Health nell’ambito del Festival Internazionale della creatività, una scelta che dimostra quanto la salute non sia più solo un fatto privato, di interesse prevalentemente medico, ma sta diventando sempre più un argomento che coinvolge direttamente il pubblico e le scelte di consumo. Questo significa, di conseguenza, una maggiore sensibilità a questi temi da parte dei brand, che possono fare leva sulla salute come valore da declinare per comunicare con il pubblico, mettendo in gioco anche e soprattutto il punto di vista del paziente.
 

Leggi l’intervista:
Intervista a Kelly Aizicowitz, Director Business Development di Figure 1, start-up Canadese che permette ai medici di scambiare casi clinici complete di immagini.

 

Un workshop interattivo su come si può innescare la digitalizzazione della salute grazie all’Open Innovation. Quali sono le potenzialità di questo modello di sviluppo?

Open Innovation vuol dire fare innovazione servendosi di processi che avvengono all’esterno delle grandi aziende. Questo è efficace soprattutto nel settore del digitale, dove il rischio del cambiamento è più elevato, proprio per la velocità con il quale esso si innesca. Affidarsi a processi di innovazione che avvengono esternamente alle grandi aziende consente un maggior grado libertà per chi sviluppa i progetti e una maggiore predisposizione alla sperimentazione e al pensiero creativo. Le grandi organizzazioni non possono permettersi di tentare tanti progetti e procedere per prove e fallimenti per raggiungere un risultato, eppure è proprio così che si genera novità. Una start-up, al contrario, vive dei flussi innovativi che riesce a generare. Inoltre, maggiore flessibilità organizzativa e al tempo stesso può assumersi i rischi connessi alla verticalizzazione in uno specifico ambito produttivo.
La grande organizzazione può sfruttare questa opportunità accelerando i processi di sviluppo delle start-up più promettenti e integrarle nei propri flussi operativi. È un modello vincente, l’unico attraverso il quale si può pensare di innovare il settore sanitario.
 

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Intervista a Francis Namouk sulle peculiarità della start-up dedicata ai video in ambito salute

 

Tre startup per parlare di salute digitale. Videum, Figure 1 e Tinnitracks: che cosa rappresentano e cosa hanno in comune?

Abbiamo chiesto a queste tre start-up di partecipare al Workshop perché rappresentano in maniera peculiare un nuovo modo di fare strategia di business, che sta già rivoluzionando il modo di concepire la salute e di praticarla. Si, perché attraverso l’innovazione digitale, la salute non è più uno stato, ma una prassi quotidiana che passa attraverso strumenti digitali. In questa nuova concezione della salute che si sta facendo strada, le start-up si costituiscono come veri e propri driver di trasformazione, capaci di cogliere le necessità del mercato e trasformarle in progetti dall’alto valore innovativo. Quello che le tre startup hanno in comune è proprio questa capacità di guardare al futuro e di interfacciarsi con il sistema salute nel suo complesso.

 

Leggi l’intervista:
Intervista a Jorg Land, Founder & CEO di Tinnitracks, uno dei primi esempi di terapia per la cura digitale degli acufeni.

 

28/03/2017
23/06/2016
Roberto Ascione
Scritto da:
Roberto Ascione
Ceo Healthware e Digital Health Guru