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Sciabola, spada e fioretto: regole e differenze delle armi della scherma

sciabola spada e fioretto regole e differenze delle armi della scherma

L'arte di attaccare e difendersi utilizzando della armi bianche è fatta risalire addirittura agli antichi Egizi: un bassorilievo mostra degli schermidori in atto di combattere con il viso coperto da maschere e con armi con la punta piegata.

Da sempre, la scherma è stata un'arte di combattimento e ci si addestrava ad usare le armi bianche per essere più temibili ed abili sul campo di battaglia. Fu soltanto nel XII secolo, in Italia, che la scherma diviene autonoma e svincolata dalla guerra, ma bisogna aspettare il 1410 perché di questa disciplina si abbia finalmente un 'codice di comportamento': fu un certo Fiore dei Liberi, un friulano, a trasformare la scherma in una disciplina fatta di tattica e finezza che si distaccava completamente dalle maniere rudi delle epoche precedenti.

Fino al Settecento fu tutto un fiorire di scuole in Italia, Spagna, Francia, Germania, finché, con l'avvento delle armi da fuoco, la scherma passò in secondo piano. È stato quindi necessario aspettare l'inserimento di questa disciplina nei Giochi Olimpici moderni (1896) perché la scherma, diventata ormai soltanto uno sport, ritornasse agli antichi splendori.

Le armi e l'attrezzatura

I tipi di armi utilizzate nella scherma sono tre: sciabola, spada e fioretto. La sciabola è un'arma dai molteplici usi, poiché lo schermidore può colpire l'avversario con la punta, con i bordi laterali o con la parte posteriore dell'arma al tronco, alle braccia e al volto; la spada è, invece, detta 'arma di punta', perché l'avversario può essere colpito solo con la punta, ma su tutto il corpo; il fioretto, infine, è anch'esso arma di punta, ma le stoccate valide sono limitate soltanto al tronco.

Inoltre, sia il fioretto che la sciabola hanno delle particolari convenzioni da seguire durante la sfida perché la stoccata sia ritenuta valida, mentre nelle sfide a spada non ci sono convenzioni: chi tocca per primo l'avversario segna il punto.

L'attrezzatura fondamentale di uno schermidore è costituita da: una maglia che arriva all'inguine, calzettoni che arrivano al ginocchio, pantaloni che vanno dal petto al ginocchio, scarpe particolari con un rinforzo per il tallone ed una suola antiscivolo, una maschera protettiva per viso e testa, un giubbetto elettrico che segnali le stoccate ricevute. Inoltre, è possibile aggiungere una conchiglia per i maschi al fine di proteggere i genitali ed una protezione rigida per le donne per il seno. L'attrezzatura è solitamente di colore bianco e maglia, calzettoni e pantalone sono in kevlar, un materiale antiperforazione.

Dal punto di vista medico?

La scherma è uno sport assai complesso e, al contrario di quanto si possa pensare, per niente violento, essendo soprattutto basato sulla tattica, sull'osservazione, sull'autocontrollo, sulla coordinazione dei movimenti, sulla prontezza dei riflessi, sulla concentrazione. Gli schermidori devono avere un'ossigenazione perfetta, quindi l'apparato Cardiovascolare e respiratorio devono essere in perfetta forma.

I muscoli interessati da questo sport sono innanzitutto i quadricipiti degli arti inferiori, ma anche gli addominali ed i dorsali nei cambiamenti di posizione, nell'affondo e nella difesa, i muscoli del BRACCIO e dell'avambraccio nelle stoccate contro l'avversario. Bisogna prestare attenzione, però, all'allenamento generale; la scherma, infatti, è uno sport asimmetrico (cioè l'atleta usa soltanto un lato del proprio corpo) e quindi c'è la necessità che lo schermidore, durante l'allenamento, fortifichi anche il lato meno usato.

La scherma è sconsigliata a chi soffre di schiacciamento delle vertebre, o ha disturbi alla spina dorsale, alle caviglie, alle spalle, alle ginocchia, perché queste sono le articolazioni più utilizzate.

Per quanto riguarda l'alimentazione, lo schermidore deve avere un pasto ricco di carboidrati prima dell'incontro, mentre nel periodo di preparazione i carboidrati vanno associati a proteine vegetali ed animali. Importantissima la reintegrazione dei sali minerali persi durante la gara attraverso la sudorazione, dovuta sì allo sforzo, ma anche all'attrezzatura particolarmente pesante. Nelle pause che si susseguono tra le gare è necessaria l'assunzione di zuccheri per consolidare il livello di Glicemia.

09/04/2015
10/10/2011
TAG: Medicina dello sport | Sport e Fitness