Albert Bruce Sabin e il vaccino orale contro la poliomielite

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Sabin è conosciuto come lo scopritore del Vaccino orale contro il Virus della poliomielite, una malattia invalidante e mortale soprattutto quando colpisce i bambini.

Il virus si annida nell'intestino dei malati, come egli dimostrò nel 1939, mentre tutti i medici erano convinti che si trattasse di un virus polmonare, perché era stato più volte ritrovato al livello della faringe e delle tonsille. Sabin catalogò addirittura 2700 specie diverse di ceppi virali, che suddivise in tre grossi gruppi: di tipo I, di tipo II e di tipo III.

Sabin nacque a Bialystok, in Polonia, nel 1906, ma la sua famiglia era emigrata, nel 1921, negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione contro gli ebrei. Dopo il diploma decise di intraprendere gli studi per diventare dentista perché uno zio, a sua volta dentista, si era offerto di sovvenzionargli gli studi universitari se avesse poi continuato la sua professione.

Sabin si laureò all'Università di New York nel 1928 e si dedicò allo studio delle infezioni batteriche. Nel 1931 un'epidemia di poliomielite a New York gli mostrò la strada che doveva intraprendere ed egli concentrò la sua ricerca sulla poliomielite e sulle altre infezioni che colpivano il sistema nervoso. Nel 1935 entrò a far parte dell'Istituto Rockefeller per la Ricerca Medica e nel 1939 si trasferì alla Fondazione di Ricerca dell'Ospedale Pediatrico di Cincinnati.

Dopo la partecipazione degli Stati Uniti alla Seconda Guerra Mondiale, Sabin entrò nell'esercito come consulente medico sulle infezioni virali.

Isolò il virus della febbre da pappataci e spiegò che l'uso di un comune repellente per zanzare avrebbe protetto le truppe da questa malattia. Inoltre sviluppò un vaccino contro il dengue per l'esercito di stanza nel Pacifico del Sud. Condusse degli studi sui parassiti della toxoplasmosi e sui virus dell'encefalite, sviluppando un vaccino contro l'encefalite giapponese per l'esercito che si preparava ad invadere il Giappone. Alla fine della guerra Sabin tornò all'Università di Cincinnati per continuare il suo lavoro sul virus della poliomielite.

A quel tempo, già un altro medico, Jonas Salk, aveva sviluppato un vaccino contro la poliomielite, contenente virus uccisi con la formaldeide. Il vaccino veniva assunto tramite iniezione, ma qualche insuccesso dovuto ad errori di trattamento del vaccino, provocarono la malattia in alcune persone ed una grande serie di critiche. 

Sabin, dal canto suo, mise a punto e presentò un vaccino in cui i virus erano vivi, ma attenuati nella loro patogenicità. Ciò evitava lo sviluppo della malattia e proteggeva le persone vaccinate per tutta la vita, mentre il vaccino Salk non aveva questa efficacia nel tempo.

Questo vaccino fu prima sperimentato in Unione Sovietica, poi nel resto dell'Est Europeo, infine, solo nel 1960, a tre anni dalla sua scoperta, il vaccino fu esteso agli Stati Uniti e a tutto il resto del mondo. Sabin non ebbe mai alcun vantaggio economico da questa rivoluzionaria scoperta effettuata: infatti non volle mai brevettare il vaccino per dare a tutti la possibilità, grazie alla vaccinazione di massa, di difendersi contro la poliomielite.

23/03/2017
11/11/2013
TAG: Farmacologia | Virus | Infezioni | Vaccinazioni | Prevenzione
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