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Male sacro e possessione demoniaca: i tanti nomi dell'epilessia

Male sacro e possessione demoniaca: i tanti nomi dell'epilessia

A causa dei sintomi che presentava e fino a che non fu riconosciuta la sua natura neurologica, l'epilessia veniva considerata il male sacro.

La parola epilessia deriva dal verbo greco epilambano, che significa 'cogliere di sorpresa', riferendosi al carattere improvviso delle crisi epilettiche. A causa della sua sintomatologia dalle caratteristiche eclatanti ed imprevedibili (improvvisa perdita di coscienza con caduta a terra, irrigidimento di tutto il corpo, arresto del respiro, Cianosi, bava alla bocca, scosse ritmiche di tutto il corpo), l'epilessia è stata considerata, fino a epoche relativamente recenti, come un 'Mal Sacro' o come 'Possessione demoniaca'.

La più antica citazione relativa alla malattia si ritrova in un testo di medicina babilonese conservato al British Museum di Londra, che descrive la malattia e i vari tipi di crisi, associando a ciascuno di essi il nome di uno spirito o di un dio.
Queste teorie sono rimaste in piedi per secoli, e lo stesso Ippocrate intitolò il suo trattato del V secolo avanti cristo sull'Epilessia 'La Malattia Sacra'.

I pazienti affetti da questa Patologia sono stati quindi percepiti per secoli con paura, sospetto e incomprensione, nonostante molti importanti personaggi storici soffrissero di epilessia: parliamo di condottieri del calibro di Giulio Cesare, Napoleone e Alessandro Magno, o di artisti quali Dostojevsky, Van Gogh, Paganini, Tasso, Petrarca, Flaubert e Leopardi!

Nell'800, ed in alcuni paesi anche fino alla metà del '900, erano comunemente accettate le teorie che attribuivano alla malattia una natura psichiatrica, contribuendo così ad aumentare la discriminazione. Soltanto nel XIX secolo, quando la neurologia è emersa come disciplina autonoma distinguendosi dalla psichiatria, l'epilessia è stata riconosciuta come una malattia di natura esclusivamente neurologica.

Nonostante questo, l'alone di paura e ignoranza, e quindi di discriminazione, che circonda questa malattia non si è completamente dissolto.
Oltre alla superstizione, la discriminazione è dovuta anche all'ignoranza sulle reali possibilità di guarigione, e soprattutto sui reali effetti invalidanti della malattia, che sono meno gravi di quanto si creda comunemente.

Ultimo aggiornamento: 06 Febbraio 2020
2 minuti di lettura

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