Vacanze alle terme, la soluzione per vari disturbi

vacanze alle terme la soluzione per vari disturbi
Redazione Paginemediche
Scritto da:
Redazione Paginemediche

Dolori alle ossa e alle articolazioni? Dermatite che vi tormenta? Cattiva digestione? Problemi respiratori? Niente paura, le cure termali vi offrono la soluzione a tutti questi disturbi.

Le terme negli ultimi tempi sono tornate di moda e possono sostituire degnamente, per determinate patologie, le terapie farmacologiche senza gli effetti collaterali. Le cure termali vengono prescritte dal medico ed effettuate in centri di cura termale che, per attrezzature, requisiti e personale, vengono considerate dei veri e propri centri sanitari.

Le cure termali, o crenoterapie, vengono somministrate attraverso tre mezzi: l'acqua, le grotte ed i fanghi e sono efficaci per la cura di numerose patologie, quali quelle afferenti alle vie respiratorie (sinusite, bronchite, rinite, otite, tonsillite), all'apparato digerente (dispepsia, colon irritabile, stipsi), alla circolazione (flebite), all'apparato urinario (calcolosi), all'apparato riproduttivo femminile (thricomonas, vaginite, salpingite, sterilità, sindrome da menopausa), alle dermatiti, ai reumatismi, all'osteoartrosi.

Le acque minerali

Vengono definite acque minerali tutte quelle somministrate ad uso terapeutico, a prescindere dai sali minerali che vi sono disciolti. Le azioni biologiche dell'acqua sono suddivise in specifiche, e si riferiscono direttamente alle proprietà curative di determinate acque, oppure aspecifiche, quando danno effetti comuni a tutte le acque; queste ultime possono essere generali, quando l'effetto benefico ha validità su tutto il corpo, e locali, quando l'effetto benefico è limitato alla zona dell'applicazione.

La Terapia termale può essere somministrata, a seconda della patologia da trattare, in maniere diverse. Il lavaggio o l'umidificazione, ad esempio, sono utilizzati per patologie dermatologiche e respiratorie ed hanno azione antinfiammatoria; il galleggiamento, invece, è utilizzato per la riabilitazione motoria in diminuzione di peso corporeo, grazie appunto al peso specifico dell'acqua; questo, infatti, permette di fare movimenti riabilitatori senza il timore di provocare dolore.

L'ipertonia e l'azione volumetrica hanno invece azione lassativa, in quanto la pressione impedisce l'assorbimento dell'acqua e aumenta la massa fecale facilitando la motilità e l'evacuazione. La più conosciuta caratteristica delle acque è però il calore, da cui anche il termine terme ('calore' appunto); il calore viene solitamente utilizzato nelle terapie algiche, nella riduzione di edemi ed infiammazioni, nella riduzione della rigidità delle articolazioni, nell'aumento del flusso sanguigno.

Le grotte e le stufe

Si chiama antroterapia ed è la permanenza in un ambiente con un clima particolare ad effetto terapeutico. Benché esistano grotte calde e fredde, soltanto quelle calde vengono utilizzate per la crenoterapia; a seconda della temperatura e dell'umidità che si trovano, le grotte calde vengono distinte in grotte, con umidità intorno al 90-100% e temperatura tra i 30 ed i 47 gradi, e stufe, con umidità quasi assente e temperatura tra i 50 ed i 70 gradi.

Sebbene la temperatura delle stufe sia di gran lunga più alta di quella delle grotte, è molto più tollerata grazie all'aria estremamente secca che permette una sudorazione abbondante. Le patologie trattate con antroterapia sono solitamente quelle relative ai disturbi osteo-articolari e respiratori.

I fanghi

La peloidoterapia (il trattamento tramite fanghi) si somministra essenzialmente con applicazione topica di impacchi. Si tratta di particolari tipi di argilla con una componente acquosa che li rende di consistenza melmosa.

I fanghi hanno determinate proprietà, che li fanno rientrare nell'ambito del trattamento termale: la malleabilità, che permette di essere plasmato a piacimento e quindi di esser spalmato sul corpo, o su parte di esso, in modo che tutta la parte da curare ne sia coperta; la capacità di mantenere il calore e la capacità dello scambio ionico, che poi è quella proprietà per cui avviene lo scambio tra cautioni e anioni tra fango e pelle.

L'applicazione del fango segue delle regole ben precise: il paziente deve presentarsi possibilmente al mattino a fine digestione; l'applicazione viene effettuata dal personale specializzato presente in tutte le terme ed il fango viene distribuito in maniera uniforme su tutta la parte sottoposta a terapia. La parte da trattare viene poi ricoperta da un lenzuolo e da coperte per evitare che il calore si disperda.

L'applicazione si dice parziale, se interessa soltanto un arto o una parte specifica del corpo, addominale, se il fango viene spalmato sull'addome e nella regione lombare, generale se il fango è applicato su tutto il corpo, tranne la testa. Dopo l'applicazione, il paziente fa la doccia o il bagno e poi rimane in una cabina dove riposa mezz'ora o un'ora in posizione sdraiata o a mezzo busto e in cui si ha la reazione dell'organismo. Il ciclo di applicazione solitamente è costituito da 15 sedute.

La crisi termale

Si chiama crisi termale quella reazione particolare che si verifica in alcuni pazienti in trattamento crenoterapico che mostrano una riacutizzazione dei sintomi che invece la terapia dovrebbe curare, con un successivo miglioramento. Questa crisi, ovviamente, non insorge in tutti i pazienti e non è assolutamente dannosa; inoltre, cosa più importante, non significa che la terapia avrà un cattivo esito.

Solitamente, questa crisi si presenta con vomito, mal di testa, insonnia, problemi di Digestione. In casi di crisi termale, il medico dovrà decidere quando riprendere la terapia o se somministrare farmaci per contrastarla.

15/12/2016
28/08/2013
TAG: Medicina termale | Salute in viaggio | Benessere psicofisico
Redazione Paginemediche
Scritto da:
Redazione Paginemediche